Proteste
Ma Massa Carrara è fuori dalla commissione paritetica
Ha il compito (improbo) di pilotare il riordino delle provincie in Toscana, componendo spinte campanilistiche e diktat del governo
MASSA. Ha il compito (improbo) di pilotare il riordino delle provincie in Toscana, componendo spinte campanilistiche e diktat del governo. Ma in essa non c’è neanche un rappresentante di Massa Carrara. È la commissione paritetica istituita dal consiglio regionale e dal consiglio delle autonomie locali (organo quest’ultimo semi-sconosciuto e di cui pochi conoscono l’attività) che rappresenta comuni, province e comunità montane in Regione.
In questa commissione che dovrebbe essere, appunto “paritetica”, gli apuani sono stati dimenticati. E adesso i consiglieri regionali che dalla zona apuana provengono e sono stati eletti, protestano. «Il percorso che porterà al riordino delle autonomie locali deve essere condiviso ed è per questo che tutti i territorio devono avere rappresentatività nella commissione paritetica. E allora, perchè Massa Carrara non c’è?» scrivono piccati Loris Rossetti (Pd), Paolo Marini (Federazione della sinistra-Verdi) e Jacopo Maria Ferri (Pdl).
Ora, c’è da chiedersi dov’erano i tre consiglieri apuani quando si decideva la composizione della commissione. Cioè: perchè non sono intervenuti prima, visto che questo organo è un’emanazione del consiglio regionale di cui fanno parte?
Rossetti risponde così: «Il consiglio regionale ha scelto i suoi 7 componenti nella commissione paritetica sulla base di un criterio politico: sono stati nominati capigruppo. Però noi non potevamo sapere quali sarebbero state le scelte del consiglio delle autonomie locali (al cui interno è, ovviamente rappresentata anche la nostra provincia). Solo a cose fatte abbiamo scoperto che non c’era neanche un componente di Massa Carrara.
Il pasticcio, dunque è fatto: la provincia apuana non è nella commissione incaricata di progettare il nuovo assetto istituzionale della Toscana. Vero è che sulla capacità di questa commissione di incidere realmente sul futuro delle province c’è negli stessi ambienti politici un diffuso scetticismo.Ma non è questa una ragione valida per escludere gli apuani.Ecco così che Rossetti, Ferri e Marini «vivamente preoccupati» chiedono a consiglio regionale e consiglio delle autonomie «di ovviare a questa mancanza». E siccome, lo scrivono loro stessi, la composizione della parte che rappresenta il consiglio regionale «non consente, al momento, di ovviare a questa mancanza», la richiesta di “ovviare alla mancanza” è rivolta al consiglio delle autonomie locali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
