Il Tirreno

Ma a Colonnata si protesta per l’ordinanza

CARRARA. I residenti della frazione montana di Colonnata sono sul piede di guerra da quando hanno letto l’ordinanza a firma del sindaco Zubbani, affissa alle fontane del paese. L’ordinanza vieta l’uso...

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CARRARA. I residenti della frazione montana di Colonnata sono sul piede di guerra da quando hanno letto l’ordinanza a firma del sindaco Zubbani, affissa alle fontane del paese.

L’ordinanza vieta l’uso dell’acqua del pubblico acquedotto per usi impropri, e prelievi abusivi dalla fontana pubblica per usi diversi da quelli finalizzati all’alimentazione e impegni domestici. Tale ordinanza, oltre che a Colonnata è stata affissa in tutte le località montane e collinari, da Sorgnano a Bergiola, da Castelpoggio a Fontia.

L’obiettivo è il risparmio dell’acqua potabile.

E infatti il sindaco invita tutti i cittadini ad utilizzare con la massina parsimonia l’acqua potabile anche per esigenze domestiche.

«L’acqua effettivamente scarseggia – sostengono i colonnatesi – ma come abbiamo letto il problema interessa soltanto i paesi a monte, mentre in città, ad Avenza e a Marina, tutto è nomale. Per noi, se non rispettiamo quanto scrive il sindaco, Gaia provvederà ad addebitare 250 euro nel caso di accertati usi impropri; 500 euro per prelievi abusivi e 350 euro nel caso di manomissione degli impianti. Ma perchè Gaia o il Comune non riparano la perdita di ettolitri di acqua potabile che fuoriesce dalla tubazione che è rotta da mesi e che è collegata alla sorgente del Verghetto? Questo è un problema - sostiene Venanzio Vannucci - che abbiamo segnalato da quando si era verificata l’ultima alluvione. Per avere acqua a Colonnata, si deve pompare dalle Canalie e sono soldi sprecati. E noi paghiamo».

Mario Martignoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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