Il Tirreno

L’acqua pura da Torano ci salva dalla siccità

L’acqua pura da Torano ci salva dalla siccità

Viaggio sotterraneo alla scoperta delle sorgenti Pizzutello e Tana dei tufi Meno pioggia ma per ora le fontane pubbliche non saranno “imbavagliate”

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CARRARA. A pochi passi dal paese di Torano si nasconde uno dei tanti doni che quest'aspra terra apuana custodisce da millenni. Si tratta dell'oro blu, acqua limpida e purissima che sgorga dalle quattro sorgenti di questo bacino. Si è chiusa ieri la visita aperta ai cittadini e guidata dai tecnici di Gaia Spa, la società gestrice del servizio idrico, di due di queste sorgenti, quelle accessibili: La Tana dei Tufi e il Pizzuttello. E ciò che si può apprezzare in questo viaggio è una stratificazione di presenze naturali e geologiche ma anche umane. Sì perché quello alle sorgenti di Torano, è anche un tuffo nella storia d'inizio secolo.

Sul portale in marmo che apre l'accesso al Pizzuttello è scolpito il numero 1913, probabile data in cui lo scavo venne completato. Per giungere alla sorgente, percorrendo il freddo tunnel tortuoso, si scorgono stalattiti che palesano la presenza millenaria di quell'acqua antica, e si costeggia la parete eretta secondo le tecniche del tempo in cui è possibile scorgere archi murati, probabili tentativi di ricerca di altre vie che collegassero alla sorgente: una volta raggiunta, un'altra porticina in ferro che allora proteggeva la fonte, è rimasta testimone del tempo. «In seguito all'alluvione del 2003 – spiega Massimo Graziani, il geometra responsabile del servizio – l'accesso è stato interessato da un'imponente frana che fortunatamente non ha compromessola sorgente, ma ci ha costretto a costruire un'ulteriore galleria antistante a quella antica. L'abbiamo progettata in modo che possa essere removibile, così da non intaccare la porta storica e poterla eventualmente spostare il giorno in cui fosse necessario». Se il Pizzuttello fornisce 15 litri al secondo, la Tana dei Tufi arriva a 25/30 litri: qui la galleria risale agli anni '60 e la ricerca della sorgente è avvenuta con mezzi moderni, il tunnel, lungo circa 120 metri si inoltra nella montagna dritto come un fuso e le sue pareti sono rivestite di cemento armato; è proprio dalla Tana dei Tufi che è possibile collegarsi alla grotta che si trova nei pressi del lavaggio camion. Insomma, il bacino di Torano, che con le sue quattro sorgenti rifornisce tutta la zona che dallo Stadio arriva a Marina (la città e le zone più alte si servono delle sorgenti delle Canalie), produce complessivamente 100 litri al secondo. Acqua purissima che, quando viene raccolta nella vasca di trattamento non necessita d'altro che d'essere privata di eventuali foglie o depositi calcarei e poi viene clorata: «Al minimo – sottolinea Graziani –ed esclusivamente perché lo impone la legge, ma potrebbe anche non essere necessario: si tratta comunque di una sicurezza in più visto che dovrà attraversare le tubazioni, e il Comune di Carrara dispone di ben 300 km di tubazioni». Bene comune certo, da difendere, soprattutto tenendo conto che negli ultimi anni la siccità sta colpendo gravemente tutta la penisola.

Dei sei pluviometri del territorio quello di Marina ad esempio ha riscontrato un calo del 50%, con 350ml di pioggia registrata rispetto ai 700/750 della media. Quest'anno come anche testimoniano le ultime ordinanze sindacali che proibiscono ai paesi a monte di utilizzare acqua per innaffiare orti e giardini, è stato un annus horribilis, con quel 40% in meno di piovosità che fa tornare alla mente l'estate 2003, alla fine della quale si scatenò l'inferno dell' alluvione: «Ci auguriamo che le conseguenze non siano le stesse», nota ancora Graziani. E allora a questo punto, per molti cittadini una domanda sorge spontanea: perché non regolare il flusso d'acqua delle decine di fontane presenti sul territorio comunale o dotarle di un rubinetto che consenta di aprire ed interrompere il flusso d'acqua nel momento in cui nessuno la utilizza? «Per fortuna possiamo ancora permetterci di rispettare le tante fontane storiche che dall'istallazione di un rubinetto verrebbero in qualche modo violate – risponde Graziani – a Bedizzano ad esempio regoliamo già il flusso dell'acqua e nel momento in cui fosse necessario saremmo costretti a farlo anche altrove. Non so dire quanta acqua consumino tutte le fontane presenti, ma il dispendio è modesto data la velocità che si aggira intorno ai 4 litri al secondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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