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I cittadini: no alla chiusura della guardia medica

I cittadini: no alla chiusura della guardia medica

LICCIANA. La chiusura del punto di guardia medica nel territorio liccianese sta tenendo banco ormai da settimane. C’è malcontento fra i cittadini, che vorrebbero il mantenimento del servizio. La...

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LICCIANA. La chiusura del punto di guardia medica nel territorio liccianese sta tenendo banco ormai da settimane. C’è malcontento fra i cittadini, che vorrebbero il mantenimento del servizio.

La decisione però viene dall'alto, si inserisce in quel regime di austerity del governo nazionale. Ed è stata argomento di dibattito venerdì fra la popolazione e politici sia di maggioranza che d'opposizione. «La chiusura della guardia medica – spiega Enzo Manenti, sindaco di Licciana – era una cosa prevista, un accordo già stipulato tra il governo nazionale e i vari enti regionali, si inserisce negli interventi di spending review. Bisogna trovare e adottare nuove strategie che consentano di ovviare al problema, garantendo il mantenimento del servizio per i cittadini. Un'alternativa è quella di affiancare i medici di famiglia alle guardie mediche, per creare una continuità di servizio che possa nuovamente generare la fiducia del cittadino. Quando si toccano i servizi fondamentali come quello alla salute, il cittadino si sente più vulnerabile, meno tutelato, noi dobbiamo far sì che questa sensazione scompaia». Al sindaco sono state consegnato 467 firme, raccolte tra Licciana e Monti per scongiurare la chiusura del servizio. «Cercheremo di andare incontro a questo volere».

C’è anche l’opinione dei medici: Paolo Fontana, rappresentante sindacale, spiega che «la Fimmg Ca di Massa Carrara esprime la sua netta opposizione alla chiusura di qualsiasi presidio di Guardia Medica in tutta l'Asl 1. Chiusura che cozza contro le normative regionali che impediscono riduzioni nel numero delle sedi. Esprime inoltre assoluta contrarietà ai progetti portati avanti a livello regionale che prevedono la modifica degli orari del servizio di Guardia Medica con la sua chiusura a mezzanotte, o ancor peggio alle ore 22 o 23. Un tale provvedimento porterebbe ad un grave pregiudizio dei livelli di assistenza della popolazione, specialmente delle fasce più deboli: anziani e malati cronici. E soprattutto ci sarebbe un notevole aggraviodi spese per il Servizio sanitario. Infatti i medici di Guardia verrebbero spostati al lavoro diurno mentre di notte gli interventi rimarrebbero di competenza del 118, notoriamente più costoso, che dovrebbe invece essere riservato ai casi più gravi». Il presidio medico di Licciana è focale anche per le frazioni montane di Tavernelle, Tapponecco, Crespiano e Comano: senza di esso i cittadini sarebbero costretti a recarsi fino ad Aulla, in alcuni casi con percorrenze superiori alla mezz’ora.

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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