Lutto
Paolo ritrova il suo amico Il padre: «Ora sono felice»
Lieto fine per la storia del ragazzo autistico a cui era stato tolto l’operatore Il diciottenne aveva perso 40 chili per il dispiacere. I servizi sociali cambiano idea
MARINA DI MASSA. Paolo, ragazzo di 18 anni autistico, quando ha capito che il suo operatore non sarebbe più venuto a casa sua ad aiutarlo si è lasciato andare: ha perso quaranta chili e ha smesso di ridere e scherzare. Quell’operatore aveva fatto tanto per lui, seguendolo come un’ombra per dieci anni. Ma quando Paolo è diventato maggiorenne, come impone la legge, i servizi sociali hanno disposto che il giovane venisse mandato in un centro Anfass. Senza operatore. Uno choc che aveva causato il deperimento. Adesso, dopo una battaglia lunga mesi, il padre può gridare vittoria: l’operatore potrà tornare dal suo ragazzo, «per nove ore alla settimana. Poco, ma sempre meglio di niente. Mi hanno tolto l’altra assistente, però non c’è problema. Adesso forse mio figlio potrà tornare quello di prima».
Un caso che aveva commosso un po’ tutti. Non i servizi sociali. Ma mica perché erano duri di cuore, perché ci sono delle regole e delle leggi da rispettare. A gridare la sua disperazione era rimasto il genitore, vedovo da una decina di anni. L’uomo in questi mesi ha chiesto un aiuto un po’ a chiunque. Il Tirreno si è messo al suo fianco e alla fine è arrivata la bella notizia: «Sarà il vecchio operatore a prepararlo alla convivenza con i disabili che si trovano nel centro Anfass per adulti». Quel centro che Paolo non voleva frequentare. E per questo aveva deciso di non muoversi più dalla sua camera da letto, passando dai novanta ai cinquanta chili. Un dimagrimento repentino e preoccupante. «Poi era la depressione che mi spaventava parecchio - continua il papà -. Per fortuna si è risolta».
Sul banco degli imputati però restano i tagli alla sanità, che colpiscono anche l’assistenza ai disabili. Il padre aveva lasciato il lavoro per stargli vicino ma non c’era nulla da fare. Si era impegnato in prima persona pure Domenico Ceccotti, presidente regionale dell’Associazione mutilati e invalidi. «Il sindaco intervenga - aveva detto - . Convochi la conferenza dei servizi. È giusto eliminare gli sprechi ma bisogna fare attenzione a non ledere i diritti fondamentali delle persone con disabilità, oggi pesantemente messi in discussione».
Adesso Paolo potrà riabbracciare quell’operatore che non ha mai smesso di sentire. Un lieto fine, ogni tanto fa bene a tutti.
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