Il Tirreno

Il Comune tenta di vendere i suoi beni

di Cinzia Carpita
Il Comune tenta di vendere i suoi beni

Aggiornato l’elenco delle possibili alienazioni di edifici e terreni di proprietà pubblica: da Palazzo Pisani ai vespasiani

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CARRARA. Il Comune ci riprova, per rimpinguare le casse pubbliche, visto che il bilancio di previsione 2012 non consente neppure grandi investimenti: anzi, pochissimi.

E così, ora l’amministrazione ha stilato un elenco aggiornato dei propri “gioielli” (e beni minori) da mettere in vendita. L’elenco delle alienazioni riguarda sia terreni che fabbricati di proprietà dell’ente locale. Alcuni immobili sono in stato di degrado, altri in buone condizioni. Si va dai vecchi lavatori dei paesi, agli ex bagni pubblici di Bedizzano e Gragnana, a vespasiani (con valori bassi), ad appartamenti e fondi commerciali, fino a grandi immobili divisi in lotti che se incontrassero acquirenti, farebbero incassare milioni al Comune. L’anno scorso l’operazione è praticamente fallita. Ora l’ente torna all’attacco, anche perché, come ha detto l’assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli, nel bilancio di previsione 2012, i tagli statali sono tali da non consentire di pèareggiarli neppure con l’aumento delle aloiquote Irpef e Imu. A fronte di 7,2 milioni di entrate statali, allo Stato Carrara dovrà darne 9,2. «Gli aumenti delle imposte non compensano i tagli di trasferimenti, che subiamo. E se non avessimo il gettito del marmo, probabilmente le tasse le avremmo dovute alzare da tempo. Troppe incognite sugli incassi Imu, occorre attendere a fine anno per conoscere la situazione».

Intanto, il piano delle alienazioni continua ad essere riproposto di anno in anno.Trentatré gli immobili in vendita e 52 terreni sparsi dai monti al mare. Ricordiamo che c’è anche il piano da 16 milioni delle alienazioni finanziarie: 15,7 milioni riguardano la cessione della quota comunale di Area spa.

Per le alienazioni immobiliari, uno dei complessi maggiori come valore complessivo è quello dell’ex sede Cat ad Avenza tra via Giovan Pietro e via Toniolo. Una parte del complesso è diventata la sede della Protezione civile con le associazioni di volontariato. L’ipotesi di alienazione delle ex officine rientra evidentemente in una prospettiva futura di riqualificazione urbanistica dell’intero comparto, ora diviso in lotti: ex officine, 950.000 e 56mila euro; ex uffici 750mila euro. Vendita in lotti (da 465mila euro, 150mila, 135mila e 2 miloni e 950mila) anche per l’ex mercato coperto di via Fiorillo.na. Nel lungo elenco anche un immobile nell’ex campo profughi a Marina, del valore di oltre un milione. Fondi commerciali in via Toniolo, e sul territorio due distributori di carburante, un chiosco fra viale Galilei e viale Colombo. In vendita l’immobile (120miloa euro) della pesa di Torano, non più utilizzata da quando è entrato in funzione l’impianto della via del marmi a Miseglia bassa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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