Il dolore
Gioca e cade nella brace, bimba si brucia una mano
I genitori hanno assistito alla scena. La piccola si è procurata ustioni di secondo grado
La piccola Aurora (nome di fantasia per tutelarne la privacy) correva a testa in sù per guardare il suo aquilone che volava alto in cielo. Si stava divertendo a seguire quello straccetto tutto colorato che volteggiava in qua e là sbatacchiato dal vento. A sei anni in fondo basta davvero poco per divertirsi e lei si stava divertendo da matti. E urlava a mamma e papà di starla a guardare perché era davvero brava.
Sarebbe stata una giornata fantastica per la piccola Aurora, senza quel maledetto incidente che poteva cambiare per sempre la sua vita. Mentre correva guardando il suo aquilone colorato è inciampata su un sasso che spuntava dal terreno ed è ruzzolata per terra. Proprio dove i grandi avevano messo la griglia per cuocere la carne alla brace. La piccola nel tentativo disperato di non farsi male è stata anche davvero brava: mettendo la sua manina davanti per ripararsi. Ma c’erano i tizzoni accesi e si è bruciata tutto il palmo, urlando di dolore e facendo spaventare i genitori che hanno seguito impotenti tutta la scena. Ustione di secondo grado, davvero fastidiosa e con il rischio di lasciare un segno indelebile. Anche perché la mano era davvero ridotta male, tanto che qualcuno si è anche sentito male quando ha visto la piccina rialzarsi. Per qualche attimo in quel prato si è vissuto il vero terrore.
Superato lo choc inizale il padre, Massimiliano, l’ha presa mentre piangeva a dirotto per il dolore e l’ha caricata sull’auto. La corsa disperata all’ospedale di Massa, col cuore in gola. I medici l’hanno visitata immediatamente e hanno escluso conseguenze per la manina, che non aveva subito danni funzionali. C’era però l’ustione, una brutta ustione, da curare. Ci sono voluti dieci giorni di cure amorevoli, a suon di cortisonici, per poter dire che il pericolo è passato.
C’era il rischio di un’infezione e quindi quotidianamente Aurora veniva medicata. «Quando entrava in ospedale era serena - dicono ora mamma e papà - sorrideva e le sembrava di essere in famiglia». Due gli infermieri, in particolare, che hanno trattato la piccola come fosse figlia loro: Marco e Mariella quando la vedevano la facevano giocare, le chiedevano come stava e le cambiavano le garze.
Resta lo spavento per quello che è capitato su quel prato in una domenica di inizio agosto. Quella grigliata fatta per passare qualche ora all’aperto tra amici poteva cambiare la vita a una bimba di appena sei anni che stava soltanto facendo volare un aquilone.
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