Finanza
Vinca, appello al sindaco Grassi
Nicla Ghironi: «Faccia chiarezza sulla Comunione dei beni sociali»
VINCA. In una lettera aperta al sindaco di Fivizzano, Nicla Ghironi, un cittadina comproprietaria della Comunione dei Beni Sociali di Vinca, si rivolge al sindaco del Comune di Fivizzano, Paolo Grassi, e chiede con forza che sia fatta chiarezza sulla recente assemblea e su tutto l’iter autorizzativo relativo alla storica compagine.
La Comunione dei Beni Sociali di Vinca, una delle poche rimaste in Italia, negli ultimi anni è stata al centro di ripetute polemiche e diatribe; nel suo patrimonio, in particolare, alcune pregiate cave del bacino del Sagro.
Scrive in particolare Nicla Ghironi rivolgendosi al primo cittadino di Fivizzano: «Immagino che lei conosca i problemi della Comunione dei Beni Sociali di Vinca, attinenti allo sfruttamento delle cave di marmo del monte Sagro, non foss’altro che per i benefici economici che anche il Comune di Fivizzano ne trae».
E prosegue: «Lei sa che i Beni sono stati commissariati a seguito della denuncia promossa dalla Ditta Ferrari, cui non è stato rinnovato il permesso di escavazione e di asportazione da parte dei vecchi Amministratori esautorati in virtù del commissariamento».
Nella sua missiva, la Ghironi ricorda che il primo luglio scorso «Tre persone (una delle quali già amministratore decaduto) promuovono un’assemblea nell’ex scuola di Vinca». «Per fare che? Inaudito, ma per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione fatto dagli stessi esautorati. L’assemblea doveva iniziare alle 9.30, ma i lavori sono cominciati alle 13, perché le persone che si sono presentate come aventi diritto, non erano in realtà negli elenchi in mano alle persone che dovevano registrare tutti i partecipanti».
E ancora, racconta che di fronte alla nomina del consiglio d’amministrazione, «i pochi contestatori, fra cui la sottoscritta, sono stati derisi e zittiti, in realtà non sono stati possibili interventi dissidenti ed esaustivi, poi si è proceduto al voto positivo dell’operato degli ex amministratori (sic!)».
Secondo Nicla Ghironi, in tutta la vicenda vi sarebbero vari aspetti non chiari e, a suo avviso, illegittimi. Per questo, rivolgendosi al primo cittadino fivizzanese, sostiene fra l’altro che «E’ necessario e urgente che lei e la sua Giunta per intero interveniate in tutta la vicenda. E’ necessario che lei dia l’ordine di chiudere le cave e di annullare tutti quei contratti che i vecchi amministratori si erano affrettati a stipulare». Non solo: «Bisogna riprendere in mano il rogito Securani stipulato nel 1787, data in cui nasce la Comunione e dove si affermava che i Capostipiti erano 66, gli amministratori ventennali esautorati dal commissariamento li hanno fatti diventare 40. Un Comune ha il dovere di vigilare e di farsi rendere conto in modo ineccepibile su ogni attività economica in loco».
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