Sicurezza
Marmo, brusca frenata della produzione
Scende del 7% l’estrazione dei blocchi, del 31% quella delle scaglie. E il Comune incassa 100mila euro in meno
MASSA. Un tonfo pesante come un blocco di marmo o, meglio, come una cascacata di piccoli frammenti di “oro bianco” che scroscia a terra. Nel primo semestre dell’anno l’estrazione di marmo, nelle cave di Massa, va giù del 7 per cento per quel che riguarda i blocchi e crolla a meno 31 per cento per le scaglie, con conseguenti ripercussioni per gli introiti comunali derivati dalla tassa sui lapidei, che dai quasi 970mila euro del primo semestre 2011 scende a 838mila euro dei primi sei mesi del 2012.
Una brusca frenata a quella che solo un anno fa sembrava una strada tutta in discesa per le cave di Massa, una ventina rispetto alle ottanta circa presenti nella “capitale del marmo” per eccellenza, Carrara, ma dalla materia prima pregiatissima, non meno di quella delle vicine e più famose cave carrarine. Tra gennaio e giugno 2011 la produzione registrò un boom del più 25 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010, con oltre 79.583 tonnellate di blocchi estratti e 205.170 tonnellate di scaglie prodotte.
Quest’anno da gennaio a giugno dalle cave massesi sono state estratte 74.351 tonnellate di blocchi pregiati, il 7 per cento in meno rispetto al 2011. Più desolante il dato sull’estrazione delle scaglie: solo 140.153 tonnellate, il 31 per cento in meno.
In proporzione il Comune ha incassato meno tasse, effetto collaterale che non conforta in tempi di crisi. Mentre l’anno scorso i primi sei mesi portarono giù dalle cave al caveau del municipio 711mila euro di tasse sui blocchi e 258.476 euro di tasse sulle scaglie, da gennaio a giugno 2012 gli introiti non hanno superato rispettivamente 684mila e 139.565 euro, un terzo in meno di un anno fa.
Il dato stride se guardato nel contesto del boom registrato l’anno passato. In realtà a leggere bene i dati si nota che nel 2011 la produzione di scaglie era già in flessione rispetto al 2010. La cava più “generosa” resta quella di Casette (290mila tonnellate in sei mesi). L’Ufficio cave del comune di Massa è a disposizione di chiunque per informazioni.
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