Il Tirreno

«Capitò pure a me, che amarezza»

L’ex dirigente Magnotta ripercorre la sua carriera: dovevo difendermi di più

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Dieci anni fa un’altra preside, Angelina Magnotta, finì nel ciclone delle polemiche per la sua gestione del liceo Rossi e ieri Il Tirreno ha ricordato quel vecchio caso. Oggi quella preside interviene, con rammarico, nella vicenda. «Constato con rammarico – spiega – che nella nostra povera Italia qualche volta è prevalsa la legge, per dir così, del Far West. Ritengo che i conflitti istituzionali siano sempre letali: la democrazia perde, vincono solo i furbi. Se giustizia dev’essere non la si faccia in piazza agitando polveroni e soprattutto la facciano le istituzioni deputate, nel rispetto della legge e delle regole».

«Nel mio caso – spiega Magnotta – la mia nomina ministeriale alla dirigenza del liceo Rossi, firmata dal ministro Luigi Berlinguer, fu subito oggetto di ricorso dalla controparte interessata, a stretto giro respinto dallo stesso ministro, per infondatezza. Il ricorso fu di nuovo presentato al Consiglio superiore della pubblica istruzione e dallo stesso parimenti respinto».

«Non so se sia improprio o meno l’accostamento fatto tra due casi di contrapposizione alla nomina di un preside, da parte degli stessi attori. In ogni caso, al tempo decisi di sottopormi a un concorso superiore che vinsi, passando sopra a tutto e a tutti. Infatti ebbi l’incarico triennale di dirigenza, rinnovato ben tre volte fino al mio pensionamento, presso l’ufficio scolastico per la Regione Toscana a Firenze, dove ho sostenuto missioni istituzionali di prestigio nelle principali città italiane e anche all’estero e ho collaborato con altissime figure della cultura del nostro Paese. Voltandomi indietro, a fronte dei risultati ottenuti... mi rimprovero di aver perso del tempo prezioso a difendermi dal malanimo».

«Nei primi anni della mia dirigenza a Massa il numero degli iscritti aumentò notevolmente, come sempre negli istituti che ho diretto, ancor più nei due istituti che, insieme con gli organi collegiali e istituzionali, ho fondato di sana pianta, dei quali uno è il liceo linguistico di Pontremoli. Nel difficile atto della fondazione di un nuovo corso di studi è obbligo passare da 0 a 30 iscritti. Gli attestati di stima ricevuti da diverse associazioni culturali, istituzioni, genitori, studenti ed ex studenti, alcune agli atti del liceo, altre apprese dai quotidiani, non fanno rumore. Tanto così va il mondo. Vorrei solo non essere tirata ancora in ballo: ho già dato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web