La manifestazione
Syntech, sì alla “cassa” straordinaria
Accordo tra sindacati e gruppo Estel per gli ammortizzatori e la re-industrializzazione. Ma le prospettive sono nere
MASSA. Sempre meno lavoro sul territorio apuano: ora tocca ai 45 dipendenti della Syntech affrontare il calvario della cassa integrazione, della mobilità, della ricerca di un futuro impiego, della speranza di progetti di re-industrializzazione che troppo spesso restano solo sulla carta. L’azienda del gruppo Estel ha confermato la decisione di chiudere il centro produttivo all’ex Olivetti e di “cessare l’attività” a Massa.
Ieri pomeriggio, al termine di un teso e lungo incontro fra sindacati e proprietà (rappresentata dall’amministratore delegato del gruppo Estel Paolo Polesi) e i sindacati Fiom, Fim e Uilm, con la mediazione dell’assessore provinciale alle Poltiche del Lavoro Raffaele Parrini e della vicesindaca Martina Nardi, si è arrivati a una bozza di accordo su come “ammortizzare” la perdita del lavoro dei 45 operai. Le parti hanno firmato una bozza di intesa (che dovrà essere ratificata dal Cda del gruppo e dall’assemblea dei lavoratori) che prevede di portare a Roma, al ministero del Lavoro, la richiesta di cassa integrazione straordinaria “per cessazione di attività” per la durata di 12 mesi. Provvedimento che, se approvato dal ministero, scatterà a settembre. A fianco di questo accordo, sono stati messi nero su bianco altri punti riguardanti l’impegno della Syntech sulla re-industrializzazione. L’azienda garantirà il mantenimento del sito produttivo almeno fino a dicembre. Cioè: non venderà nè affitterà, ne sposterà i macchinari per la lavorazione per consentire un eventuale subentro di un altro soggetto imprenditoriale nei capannoni Syntech. Al contempo, Estel si impegna a garantire un eventuale affidamento di commesse a un’impresa “terzista” che operi nell’impianto di Massa. In altre parole, si tratta di vedere se il gruppo di Thiene avrà lavoro da esternalizzare e assegnare a una ditta operante sul nostro territorio.
«Un risultato minimo, se non altro siamo riusciti a ottenere qualcosa da Estel riguardo alle prospettive di re industrializzazione, a tenerla ancora legata al territorio», commenta l’assessore Raffaele Parrini. E di «un minimo passo avanti» parla anche la segretaria Fiom Laura Pietrini: «La Cig darà 12 mesi di stipendio pur ridotto ai lavoratori e, soprattutto, darà tempo per la messa in moto di percorsi per trovare nuove imprese, per dare un futuro a questi operai. Non è certo molto, ma è qualcosa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
