Italia
Ragazzo disabile, Buffoni risolve il caso
MONTIGNOSO. Ha finito di fare lo sciopero della fame Giovanni Diamanti, il sottufficiale della Marina in pensione che aveva deciso di non mangiare perché i servizi sociali non volevano concedergli...
MONTIGNOSO. Ha finito di fare lo sciopero della fame Giovanni Diamanti, il sottufficiale della Marina in pensione che aveva deciso di non mangiare perché i servizi sociali non volevano concedergli due ore al giorno di assistenza - fino al 28 agosto - per il figlio disabile che sta per venirlo a trovare. Il merito un po’ è del nostro giornale, che ha raccontato la storia, ma soprattutto del sindaco di Montignoso Narciso Buffoni. Il primo cittadino appena ha letto la protesta si è attivato con l’Asl. Alla fine l’assistente non è stato possibile mandarlo a domicilio - il ragazzo è minore e servono permessi e qualifiche particolari -, ma è stata messa a disposizione di Diamanti una struttura Anfass. «Per due ore - dice Buffoni -, ma anche per più tempo al giorno. Così il signor Giovanni potrà riposarsi e sbrigare tutte le sue cose».
La notizia ha riempito di gioia il pensionato, che oggi potrà riabbracciare suo figlio (studia in un istituto a Chieti). Nel frattempo si coccola il cagnolino Lapo che in questi mesi gli sta tenendo compagnia. La storia di Diamanti ha commosso un po’ tutti. La sua era una protesta contro i servizi sociali del Comune di Montignoso: le assistenti non gli volevano concedere un operatore per due ore al giorno. Per un periodo limitato: dall’8 al 28 agosto. Giusto il tempo che il suo Denis, 17 anni, trascorrerà al Cinquale per visitare la tomba della madre (morta di tumore giovanissima) e stare un po’ col babbo. Denis ha bisogno di assistenza 24 ore su 24 perché è affetto da una malattia rara: la sindrome di Klinefelter. Giovanni aveva chiesto una mano: «Non è semplice stare sull’attenti giorno e notte, tutte le volte che viene per me è una fatica immane». E infatti in due occasioni Denis gli è già scappato: «È la malattia che gli fa perdere il controllo, apre la porta e comincia a vagare senza meta. L’ho trovato una volta dai pompieri, un’altra era in mezzo alla strada. Stavamo in un altro appartamento, ora invece ne ho preso uno più sicuro».
I servizi sociali pensando di venirgli incontro gli avevano offerto una persona per un’ora al giorno. Gli avrebbe dato una mano con le pulizie di casa. Giovanni si era risentito. E ha iniziato la sua battaglia. Fino a trovare l’adesione del sindaco Buffoni e la soluzione che rende felici un po’ tutti. Denis quando torna a casa sta bene. Viene a Montignoso a Natale e a Ferragosto. Sta con Giovanni, un bel rapporto che la lontananza fortifica. Il ragazzo quando torna ai piedi delle Apuane sente il bisogno di vedere le sue montagne, come faceva da bimbo quando il papà lo prendeva con sé e se lo «spupazzava». Un rapporto intenso, davvero commovente.
Il primo cittadino trovata la soluzione ha sorriso e non ha voluto prendersi troppi meriti: «Bene così», ha detto. E ha detto bene.
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