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I figli all’asilo più vicino? Qui in città è un sogno

I figli all’asilo più vicino? Qui in città è un sogno

L’Osservatorio dei genitori chiede nuove norme per l’assegnazione dei plessi «Poter portare i bimbi a piedi ridurrà traffico, costi, disagi e inquinamento»

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MASSA. L’asilo è a 50 metri di distanza, tuo figlio potrebbe quasi quasi arrivarci da solo. Ma niente, non c’è posto: se vuoi che il piccolo vada alla scuola d’infanzia, devi rassegnarti a portarloi, in auto alla scuola in cui hai trovato posto. Che a volte è proprio dall’altro capo della città. Succede (il caso citato esiste davvero, in centro città): lo segnalano diversi genitori che, pur essendo in possesso dei requisiti per iscrivere i propri figli alla scuola dell’infanzia o alla primaria più vicina alla propria abitazione o al proprio luogo di lavoro, si vedono assegnare un punteggio basso o comunque tale da risultare perdente in graduatoria.

Della questione si sta occupando l’Osservatorio sulla scuola, l’assemblea di genitori che già lo scorso anno si era occupata della mensa. «Dovrebbe esserci maggiore razionalità nella distribuzione dei bambini nelle scuole. Valorizzando il principio della “residenzialità”, ossia permettendo a un numero crescente di bambini di recarsi a scuola a piedi, evitando che, all’entrata e all’uscita, le scuole vengano prese d’assalto dalle automobili che congestionano l’intera zona», dice l’Osservatorio.

Invece, così non accade. Perchè, sostengono, ci sarebbero dei genitori che fanno “i furbetti” indicando luoghi di residenza diversi da quelli reali su cui «le direzioni didattiche, spesso non fanno i dovuti controlli; oppure, se li fanno, hanno difficoltà nell’applicare criteri poco comprensibili». Mancherebbero, cioè «chiarezza, equità e uniformità di indirizzo nella formazione di questi criteri. Ogni scuola fa scuola a sé. E non sempre secondo giustizia e trasparenza».

Da qui la proposta dell’Osservatorio di modificare i criteri per l’assegnazione delle scuole, che mirano a incentivare l’andare a scuola a piedi «che un modo per rendere la città più vivibile, meno inquinata e pericolosa». In sostanza, i genitori chiedono che vengano assegnati punteggi graduali in base alla residenza del bambino nelle strade di competenza del plesso, alla residenza nel quartiere; alla presenza di fratelli già iscritti in quella scuola; alla residenza dei nonni. Riservando il punteggio più basso ai genitori che lavorano vicino al plesso didattico (spesso le famiglie scelgono un certo asilo perchè vicino al luogo di lavoro).

«Chiediamo un incontro con la dirigenza scolastica e con l’assessore all’Istruzione per risolvere questo problema e più in generale per creare i presupposti per una città a misura di bimbo, per evitare il congestionamento del traffico nell’ora in cui si portano i figli a scuola, con relativo risparmio di soldi pubblici in vigili e presìdi; per omologare i criteri di ammissione secondo parametri equi, trasparenti e commisurati al territorio di applicazione».(c.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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