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la polemica

Record di assenze? «Per forza, l’Asl è sotto organico»

MASSA. La Cgil non ci sta: i dati sulle assenze del personale Asl elaborati dal Mes dell’istituto Sant’Anna di Pisa mettono la sanità apuana ai primi posti in Toscana per le ore “perse”. E rischiano...

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MASSA. La Cgil non ci sta: i dati sulle assenze del personale Asl elaborati dal Mes dell’istituto Sant’Anna di Pisa mettono la sanità apuana ai primi posti in Toscana per le ore “perse”. E rischiano di far passare i lavoratori della sanità per “fannulloni” e “asenteisti” e, allora, reagisce.

«Siamo altamente preoccupati da questi indicatori che evidenziano un dato allarmante», dice Valerio Musetti della segreteria della Funzione pubblica. Ma occorre individuare con chiarezza, aggiunge la cause di questo fenomeno. È «necessario sapere –ad esempio – che dal gennaio 2011 ad oggi vi è stata una riduzione della dotazione organica di ben 134 dipendenti, di cui più della metà infermieri , poi tecnici sanitari , medici, Oss, operatori tecnici; non vi è stata la sostituzione di gravidanze , lunghe malattie permessi 104». E tutto questo provoca, è l’analisi della Cgil, «l’usura dei dipendenti, costretti a lavorare sotto organico ed a saltare i riposi, a lavorare a ritmi insostenibili , cercando di garantire livelli assistenziali adeguati. Con la conseguenza di aumento di malattie ed infortuni».

Musetti fa rilevare poi che nel calcolo delle giornate di assenza medie all’anno per dipendente «sono conteggiati il congedo per maternità, i permessi studio, le assenze per formazione professionale, gli scioperi, la malattia, gli infortuni sul lavoro, i congedi 104, malattie oncologiche purtroppo in numero elevato nel nostro territorio». E, dunque, per evitare le accuse di assenteismo, le infermiere non devono più fare figli? I professionisti della sanità pubblica non devono più frequentare, così come la legge gli impone, corsi di aggiornamento? Deve essere negato il diritto allo sciopero o la possibilità di accedere ai permessi retribuiti in occasione di gravi eventi familiari? Oppure le ore di lavoro straordinario non retribuite per mancanza di fondi non devono più essere recuperate? Insomma, conclude la «declamata legge Brunetta dimostra come l’unica volontà del legislatore sia stata quella di criminalizzare i dipendenti pubblici senza raggiungere la diminuzione delle assenze».

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