Attenzione
Ocean riassume 66 dipendenti su 158
Il piano industriale tornerà sul tavolo del confronto il 12 settembre: cresce la preoccupazione dei sindacati
CARRARA. Si complica la situazione già drammatica del cantiere navale e dei suoi 158 lavoratori diretti: il governo (con Invitalia) conferma che se non saranno trovate soluzioni al 31 dicembre prossimo, andrà in liquidazione. Inoltre è aumentata la preoccupazione dei sindacati e della rsu, di fronte al piano industriale Ampec (Apuania megayacht performan eccellent center) presentato dalla Ocean Independence ieri al ministero dello sviluppo economico, presenti i sindacati e gli enti locali (per Carrara il sindaco Zubbani): verrebbero assorbiti solo 66 lavoratori (al 50% operai e impiegati, e ciò fa riflettere sull’attività futura) in tre anni, e i restanti, anzi, 45-50, potrebbero essere assorbiti da “resident partner” di Ocean (che principalmente si occupa di brokeraggio): cioè aziende per ora top secret che si occuperebbero del refitting e di eventuali nuove costruzione navali, (ma questo aspetto sarebbe marginale).
Di certo cambierebbe per sempre sia il volto, sia la destinazione d’uso del cantiere.
Entro il 16 agosto prossimo (data di scadenza dei 90 giorni della prelazione chiesta da Ocean per una trattativa in esclusiva) il governo vuole il piano industriale con l’offerta vincolante. E il 12 settembre ci sarà un nuovo tavolo a Roma.
Stamani alle 10,30 l’assemblea dei lavoratori con i sindacati: sarà deciso cosa fare da qui al 12 settembre, in merito allo sciopero a oltranza deciso due settimane fa assieme alla presa in ostaggio della nave Rfi, “Messina” ferma in bacino dal 24 luglio nonostante le richieste della dirigenza Nca di varare la nave.
«Col piano industriale che ci è stato illustrato, – ha commentato il sindaco Zubbani – ci hanno confermato l’investimento per il refitting, l’attività doi brokeraggio e servizi. I numeri: 66 dipendenti assorbiti a scaglioni in 3 anni, e altri 45-50 assumibili dal 2014 da partner di Ocean, che garantirebbero rami di attività». La parte urbanistica, come spiega il sindaco, prevede un “pennello” per un travel lift, per movimentare gli yacht, l’edificazione di 12mila metri cubi adiacenti alla Port Authority (dove c’è il reparto lamiere), per realizzare la foresteria per gli equipaggi degli yacht. Si parla di 10, 12 equipaggi l’anno. Al posto dei capannoni su viale Colombo (che verrebbero demoliti), un centro commerciale e magazzini (su 5mila mq.) per il rifornimento degli yacht.
Un investimento da 25 milioni: Ocean conta su finanziamenti a fondo perduto o agevolati, e intende fare ricorso alla legge 181 (per 15, 18 milioni).
«Ho rispetto per la proposta industriale, – dice il sindaco – ma il progetto va visto bene fino in fondo. La proposta volta pagina sulla produzione storica di Nca ed è significativa la distanza fra le nostre aspettative di riassorbire tutti i 158 lavoratori, e quanto ci viene invece prospettato in termini occupazionali. Io ho chiesto al governo di prolungare l’ombrello di Invitalia su Nca, nel caso che non si raggiungano soluzioni, ma mi è stato risposto dal sottosegretario De Vincenti che si può solo parlare di ammortizzatori sociali».
Dalla Rsu del cantiere commentano: «I nostri timori sono stati confermati. Anzi, aumentano. Nca non avrà più un proflio industriale: dei 40 carpentieri attuali, ne prevedono solo 4; su un primo gruppo di riassunti ci sarebbe la formazione, poi si vedrà. Insomma, da area industriale ci trasformerebbero in carrozzeria. E poi, su tutta questa proposta non c’è ancora un’offerta formale. Il governo ha riconfermato la volontà di messa in liquidazione se non si concretizza l’operazione Ocean o qualche altra offerta. Siamo totalmente insoddisfatti».
Andrea Figaia segretario della Cisl: «Un’impressione brutta. L’unica certezza, per ora, è la liquidazione al 31 dicembre. L’agonia continua. Rispetto alla proposta Ocean, tirando le somme, resta poco di ciò che chiediamo. E, a proposito dell’eventuale commessa per i cassoni della Costa Concordia, mi sembra ci siano rimpalli».
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