Il Tirreno

Edilizia, controlli sui lavoratori autonomi

Edilizia, controlli sui lavoratori autonomi

La Cna: molti operano nei cantieri come dipendenti, fenomeno che danneggia le imprese regolari

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CARRARA. Valanga di telefonate alla Cna da parte delle imprese edili: una circolare del Ministero del Lavoro dà l’avvio ai controlli ispettivi nei cantieri edili: «Nel mirino – specifica la Cna – i lavoratori subordinati “mascherati” da autonomi», con partita Iva.

Manuela Paladini, Responsabile Provinciale Edili Cna sostiene che quello dei cantieri, sarebbe «un settore rifugio per disoccupati. Ma così si affonda edilizia». «Niente di nuovo nel panorama delle verifiche, sono state semplicemente puntualizzate istruzioni di carattere tecnico sulla metodologia accertativa. Il Ministero intende mettere un freno agli operai “mascherati” con partita Iva, e a tutte quelle figure che lavorano nei cantieri edili come autonomi ma che svolgono, a tutti gli effetti, lavoro dipendente-subordinato». Un lavoratore autonomo può lavorare in un cantiere insieme ad altre ditte, e con altri addetti, ma deve farlo con i propri strumenti, siano macchine o attrezzature.

Non può utilizzare un martello o qualsiasi altro strumento che appartiene ad un’altra ditta che lavora nel cantiere. «Nello stesso cantiere possono convivere 2 o più imprese, anche in forma di subappalto, l’importante – sottolinea la Paladini - è la gestione delle interferenze tra i soggetti che operano nel cantiere. Le indicazioni da parte del Ministero servono a mettere un freno all’esplosione di autonomi che si è verificata negli ultimi anni anche in seguito alla crisi economica. A Massa Carrara sono 600 – secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio – le nuove partite Iva aperte dal primo gennaio 2012». Circa due terzi sarebbero nel settore costruzione, dove «si affacciano tantissimi addetti licenziati ed espulsi da altri settori: ma così – spiega la Responsabile Provinciale degli edili – si spacca il mercato e si danneggia chi, nell’edilizia, opera con certi criteri. L’edilizia è diventata un ammortizzatore sociale».

Il giro di vite ha già scatenato il valzer di richieste di informazioni alle sedi di Cna che vuole evitare il panico tra le imprese: «Non è una caccia all’autonomo ma uno strumento per contenere un fenomeno che sta assumendo proporzioni pesanti». Cna chiede lo sbarramento per chi opera nell’edilizia così come accade, per il settore impiantisti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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