Il Tirreno

La giostra della Quintana si tinge di color Arancio

La giostra della Quintana si tinge di color Arancio

Centinaia di persone sulle tribune e un corteggio mai visto nelle vie del centro Dopo due anni di assenza ritorna la voglia di celebrare le tradizioni

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MARINA DI MASSA. L’altra sera Marina sembrava essere tornata nel XVI secolo, quando si chiamava Borgo del Mare. Allora le occasioni di festa ai piedi delle Apuane erano frequenti. Nel 1557 scriveva nelle sue cronache Gaspero Venturini, della corte Cybo Malaspina: «…si correva lancie, al anello, alla quintana». E così è stato anche sabato. A queste radici, il “Ducato di Massa”, associazione sorta per il recupero delle tradizioni storico–culturali e di spettacoli, ha deciso da sempre di dare lustro. Quest’anno però era più difficile delle altre volte. Mancava il papà del Ducato, quel Pier Paolo Santi che si è sempre battuto per far splendere la sua creatura. Insomma, la tensione era alta. È andato tutto alla grande, esame superato a pieni voti, come si dice in queste occasioni. E un nuovo condottiero trovato, quel Luigi Badiali, che di Santi ha raccolto l’eredità.

Il corteggio. Centinaia le persone che hanno accompagnato il corteggio e hanno riempito le tribune dello stadio, all'interno della struttura del centro giovanile "San Carlo Borromeo" dell'Associazione "Lidea". Il corteggio, col supporto del gruppo storico di Montopoli Valdarno, è partito da piazza degli Aranci e, dopo aver percorso, tra due ali di folla, viale Eugenio Chiesa e il primo tratto di viale Roma, ha ripiegato, in via Marina Vecchia, per entrare nella "bomboniera rinascimentale" del campo di "giuoco". La disfida è iniziata fra spettacoli rinascimentali, danze, giochi di bandiere, rullio di tamburi e suoni di chiarine, alternandoli tra una "carriera e l'altra".

La gara. I cavalli e i cavalieri poi hanno preso la scena. Hanno corso una gara entusiasmante che ha coinvolto emotivamente il pubblico. I risultati finali della gara, dopo tre "manches" hanno visto il seguente risultato: primo classificato Giacomo Poli Barberis, detto "Tempesta" per i colori del Borgo dell'Arancio che ha percorso le tre carriere con un punteggio complessivo di 136,75; secondo classificato Giovanni Arquint, detto "Sceicco" per i colori del Borgo della Montagna, con 144,09 punti; terzo classificato Sergio Cosci, detto "Saracino" per i colori del Borgo del Centro Storico Bagnara, con 164,22 punti; quarto classificato: Nicola Radicchi, detto "Fulmine" per i colori del Borgo della Mimosa", con 196,95 punti. Si è ritirato invece Marco Nardini, detto "Saetta" per i colori del Borgo del Mare. Il punteggio è stato conteggiato rispettando il regolamento della giostra della Quintana Cybea. I cinque cavalieri, il cui ordine di partenza è stato sorteggiato, hanno corso tre "carriere" (tre manches). La disputa è consistita nel tentare di infilare, tenendo in resta la propria lancia lignea, nel minor tempo possibile, il maggior numero di anelli (uno alla volta per un totale di 6 anelli: 3 + 3) all'interno dell'idonea pista ovoidale di metri 20×48. Ha vinto il cavaliere che al termine delle tre "carriere", sommando il tempo reale impiegato al tempo scaturito dalla mancata presa degli anelli, ha realizzato il tempo reale più basso.

Alla fine applausi per tutti i partecipanti e ancora festa.Anche nel 2012 le tradizioni si rispettano, anche nel 2012, come nel 1557, le lancie e gli anelli hanno fatto la storia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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