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Bolli auto non pagati in arrivo altri 22mila avvisi

Bolli auto non pagati in arrivo altri 22mila avvisi

Dopo l’ondata di cartelle esattoriali (12mila) per la morosità del 2009 Equitalia fa adesso partire gli avvertimenti “bonari” per il 2010

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La prima fase dell’offensiva di Equitalia è partita in luglio e si è conclusa a inizio agosto. Si trattava dell’invio delle cartelle esattoriali per la morosità 2009. Una campagna che ha accertato che sono ben 12.326 gli automobilisti di Massa Carrara che non hanno pagato il bollo (del 2009 o anche degli anni precedenti) A ognuno di loro è arrivata una cartella che ingiunge il pagamento entro 60 giorni del dovuto, più sanzioni aggiuntive e interessi vari (che fanno alzare sensibilmente la somma).

Ma non è finita: Equitalia è passata adesso alla seconda fase e si appresta a inviare decine di migliaia di avvisi bonari per il mancato pagamento del bollo auto del 2010. A Massa Carrara ne recapiterà 22.211. In tutta la regione saranno 316mila. Segno che gli apuani (e così un po’ tutti i toscani) continuano a dimenticare di pagare il bollo per l’auto. Le “cartoline estive” partiranno a metà agosto e l’omesso pagamento in esse indicato dovrà essere saldato entro il 30 settembre. Gli avvisi bonari sono l’avvertimento che precede l’emissione della cartella esattoriale e non comportano il pagamento di sanzioni. Nel caso in cui il cittadino, però, non si metterà in regola entro il tempo stabilito, il pagamento andrà “a ruolo” e quest’altr’anno arriverà la cartella esattoriale che ingiunge il pagamento pena provvedimenti di pignoramento e blocco del mezzo.

Di fronte all’avviso bonario, così come con la cartella esattoriale, l’automobilista può bloccare la procedura nel caso in cui sia in possesso della documentazione che attesti l’avvenuto pagamento della tassa. Dovrà in quel caso rivolgersi agli uffici preposti – no a quelli di Equitalia che svolge esclusivamente funzioni di esattore, ma all’Aci o agli uffici dela Motorizzazione civile per vedersi annullato l’avviso o la cartella. I l problema è che in molti casi la notifica di mancato pagamento riguarda anni “lontani” e, dunque, capita spesso che il cittadino non ricordi più se aveva pagato e, soprattutto, ha gettato la ricevuta di pagamento. La ricevuta di pagamento va conservata almeno per tre anni tempo che si allunga se si ricevono solleciti successivamente.

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