Il Tirreno

E’ morto a 97 anni Renato Dell’Amico

E’ morto a 97 anni Renato Dell’Amico

Pittore, scultore, insegnante di musica, suonò il trombone negli spettacoli di Totò e di Macario

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Artista, insegnante, disegnatore meccanico, una vita spesa per la famiglia e per le sue grandi passioni.

Ieri si sono svolti nella chiesa della Perticata i funerali di Renato Dell’Amico. Era nato 97 anni fa nel quartiere di Grazzano e ultimamente viveva in via Ordonez. Lascia la moglie Pietrina Pasquali, e i figli Paolo e Roberto.

Renato Dell’Amico, aveva studiato all’Accademia di belle arti della nostra città dove ebbe come maestro Arturo Dazzi, e da giovane si dedicò all’arte: pittore e scultore, fu autore, tra le tante opere, delle formelle marmoree inserite nella cornice della fontana della Moretta opera di Cesare Poli.

Grazie agli studi fatti in Accademia dove prese il diploma, e grazie alle sue capacità, nel 1936 vinse il III premio alla Biennale di Venezia, con il quadro “La vendemmia”.

Il suo stile conobbe varie fasi: una fase giovanile, caratterizzata da una pittura molto stilizzata, e una fase matura, dove elaborò uno stile personale, basato su ampie zone di colore e su contorni espressivi. Il colore si fece più ardito e brillante. Continuò a coltivare questa passione per tutta la sua vita con umiltà e riservatezza. Nel 2010, il paese di Miseglia gli dedicò una “mostra – omaggio” nella quale vennero esposte molte opere pittoriche e grafiche.

Ma la vita di Renato Dell’Amico, fu ricca di vicende varie, fra l’arte e i momenti difficili della guerra: fu ufficiale per un paio di anni, e quando tornò a casa, colse al volo l’occasione di un lavoro fisso e sicuro: come disegnatore meccanico alla Montecatini. Poi la famiglia, i figli, come punto di riferimento costante.

E i familiari e parenti ricordano anche di quando insegnava alla scuola di musica: «Aveva frequentato anche il conservatorio e suonava il trombone».

«Lo stesso trombone che un tempo suonava – ricorda ancora una familiare – negli spettacoli di Totò e di Macario».

Una vita intensissima, «di cui non si era mai vantato. Era una persona umile», dicono di lui.

Ieri, dopo il rito funebre svoltosi nella chiesa della Perticata, il corteo si è diretto al cimitero di Turigliano, dove ora la salma di Renato Dell’Amico riposa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa