Il Tirreno

«Non chiudete le poste»

«Non chiudete le poste»

Gli abitanti di Serricciolo chiedono il mantenimento dell’ufficio. Raccolta di firme

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AULLA. Anche la frazione di Serricciolo rischia di perdere il proprio ufficio postale come Caprigliola. E' per questo che si è svolta una affollata riunione pubblica di fronte alle poste di Serricciolo, durante la quale il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, ha spiegato nuovamente che «occorre tenere alta la guardia su questa questione».

Infatti, Poste Italiane, nonostante un attivo di 800mila euro, sarebbe intenzionata a chiudere 170 uffici postali in Toscana, 15 in Lunigiana e 2 nel Comune di Aulla, quelli di Caprigliola e Serricciolo.

«Non possiamo accettarlo per la valenza sociale del servizio - ha commentato il primo cittadino aullese - e siamo pronti a mettere in campo azioni di protesta con la popolazione per scongiurare questa possibilità». Intanto, una iniziativa concreta è partita da due consiglieri comunali di maggioranza Alessandra Colombo e Roberto Petacco, che risiedono a Serricciolo, i quali hanno lanciato una raccolta di firme, che ha già raggiunto quota 400, per scongiurare la ventilata chiusura di un ufficio postale che serve un bacino di utenza potenzialmente di 2mila persone. Nel modulo della raccolta firme, fatto circolare durante l’assemblea popolare, Colombo e Petacco parlano di decisione già presa e comunicata dal Ministero delle poste e telecomunicazioni “di chiudere l’ufficio postale di Serricciolo”. «Riteniamo, inoltre, – rivono Colombo e Petacco – che tale decisione vada ulteriormente a penalizzare un paese già recentemente defraudato di un corso di studi elementari autonomo (ricordiamo che quest'anno non ci sarà una prima classe elementare) e dove, per esempio, una struttura come quella che ospitava il circolo Fantoni è stata inserita tra i beni comunali da mettere in vendita (sia pure con voto contrario dei due scriventi) nell’impossibilità materiale di investirvi dei soldi per recuperarla in qualche modo».

Infine, Colombo e Petacco ricordano che Serricciolo «è un paese dove ancora non esiste un cimitero, dove il senso di appartenenza è alimentato anche dal tran tran di tutti i giorni, di cui fanno parte l’ufficio postale, i bar, il supermercato, la farmacia, l’edicola. Tutto ciò insomma che crea aggregazione e socializzazione».

Sul problema generale si è mobilitata la Regione: il presidente Enrico Rossi scriverà al ministro Passera per chiedere un incontro sugli uffici postali che rischiano di chiudere da qui alla fine dell’anno: da 120 a 174 in tutta la Toscana. Un secondo incontro, dopo quello con il ministro, sarà chiesto all’amministratore delegato di Poste.«La scelta di chiudere o aprire uno sportello non può essere affidata solo a considerazioni economiche» dice Rossi. «Regione e territorio sono disponibili a mettere in campo proposte per rendere più produttivi questi uffici, offrendo una giustificazione, oltre che sociale, anche economica al mantenimento in funzione degli sportelli».

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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