Sicurezza
«Troppi 900 giorni di attesa dei pagamenti»
La Cna protesta col Comune per bandi riservati ai lavori di edilizia: le ditte non ce la fanno
CARRARA. La Cna tuona: “Tempo presunto del pagamento: periodo compreso tra tutto l’anno 2014”. Ma i lavori dovranno essere terminati entro 60 o 180 giorni. 2-6 mesi per eseguirli materialmente, 30 mesi per essere pagati. Tradotto: 900 giorni dopo. In mezzo una voragine temporale che sta facendo saltare il banco e spingendo le imprese verso il collasso totale. Quel compenso, giustamente meritato, potrebbe però arrivare quando la saracinesca è già abbassata. E’ la “clausola” che le imprese edili sono costrette ad ingoiare nel caso intendano partecipare ad una dei recenti trattative per eseguire alcuni lavori di manutenzione del Comune di Carrara»
Gli importi degli appalti (per l’edilizia scolastica) finiti nel mirino di Cna supera di poco i 70 mila euro uno, e i 200 mila l’altro. «Si aggiudica i lavori l’azienda che garantirà il massimo ribasso, in pratica lo sconto più importante. Le raccomandante con gli inviti stanno arrivando proprio in questi giorni. Si sposta il problema sulle aziende edili – tuona Paolo Ciotti, direttore Provinciale di Cna – che intanto sono diventate, senza volerlo, delle banche. Finanziano i lavori pubblici, anticipano di tasca propria ma saranno pagate a 30 mesi. Se questi sono i paletti del patto di stabilità, usciamone. Così non si può più andare avanti».
I problema investe tutta l’Italia, ma, dice Ciotti, «a Carrara 900 giorni, come tetto massimo, sono un po’ tantini. 2014 può significare gennaio 2014 ma anche dicembre 2014 che fa una bella differenza. Le imprese che operano nei settori delle costruzioni e della manifattura – stando all’indagine realizzata da Cna e Swg – sono le più penalizzate. Per le imprese delle costruzioni il tempo complessivo di incasso delle fatture emesse verso enti della Pubblica Amministrazione è di 238 giorni (in media 95 giorni di tempo contrattuali più 143 giorni di ritardo rispetto alle scadenze contrattuali). Voragini, gap, chiamarli in altro modo non cambia certo le cose: trovano un alibi nel patto di stabilità che grava sulle amministrazioni, a Carrara come negli altri comuni».
Qualche proposta la Cna l’ha già anche presentata in sede nazionale «nella speranza – dice Ciotti – che a pioggia, poi ricada sul territorio come l’immediata attuazione della Direttiva Comunitaria 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali e l’adozione, entro il 31 dicembre 2012, della direttiva 2010/45/UE, emanata specificatamente per consentire a tutti i Paesi membri di introdurre un regime IVA di cassa a tutte le imprese con volume di affari fino a 2 milioni. Siamo consapevoli che il patto di stabilità non consente manovre diverse all’amministrazione di Carrara – conclude Ciotti – ma di questo passo si condannano a morte le imprese artigiane. 900 giorni sono un tempo interminabile per chi deve combattere ogni giorno per sopravvivere».
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