Il Tirreno

«Sì dei sindaci alla Società della salute»

«Sì dei sindaci alla Società della salute»

Il presidente Varese: se chiudesse lieviterebbero i costi dei servizi socio-sanitari. Polemica con Ferri e Mugnai del Pdl

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AULLA. La Conferenza dei sindaci, riunitasi mercoledì ha rinnovato il proprio sostegno alla Società della Salute della Lunigiana, un pronunciamento che arriva a seguito delle voci, circolate negli ultimi giorni, in merito a una chiusura delle SdS in Toscana. Ad affermarlo è il presidente della SdS Lunigiana, Riccardo Varese, secondo il quale «nel caso in cui la SdS dovesse chiudere, l’obiettivo dell’integrazione dei servizi sociosanitari andrebbe perduto e i costi lieviterebbero con il ritorno della gestione dei servizi sociali in carico ai Comuni. Quindi, integrazione significa risparmio»..

Tra l’altro, la SdS Lunigiana e la Conferenza dei sindaci «hanno espresso la loro immutata stima verso il presidente della Regione, Enrico Rossi», con cui si incontreranno per parlare della questione assieme al consigliere regionale Loris Rossetti e al presidente della Provincia Osvaldo Angeli.

Varese, inoltre, interviene dopo le polemiche innescate nei giorni scorsi dai consiglieri regionali del Pdl, Jacopo Ferri e Stefano Mugnai, secondo i quali la SdS va chiusa, a seguito della perdita di bilancio.

Varese sostiene che verrebbero sbandierati dati sa di dati «in modo fuorviante» e che le voci su una imminente chiusura delle SdS, pvocano «il panico fra i cittadini e gli operatori. Con la chiusura delle SdS, le famiglie che hanno un anziano non autosufficiente o un disabile in casa si troverebbero in grosse difficoltà e dal punto di vista occupazionale il disastro è assicurato». Varese punta il dito conto i «tagli che abbiamo subito dallo Stato centrale».

«660mila euro in meno dal fondo sulla montanità e totale azzeramento del fondo sanitario nazionale, che ci garantiva ben 800mila euro; a queste cifre vanno poi aggiunti un milione e 700mila euro già accantonati e cancellati in conseguenza del buco milionario dell’Asl. Nonostante questi tagli e il fatto che paghiamo per colpe di altri, abbiamo attivato – prosegue Varese – nuovi servizi per un totale di un milione e 308mila euro: centro per anziani di Pognana di Fivizzano; apertura Rsa e casa famiglia per pazienti affetti da patologie psichiche di Bagnone; cure intermedie; modulo stati vegetativi alla Rsa di Pontremoli. Ci tengo, poi, a precisare che i 539.340 euro non sono maggiori uscite, ma costi: Ferri sa perfettamente, grazie ai rappresentanti nel Comune di Pontremoli, che si tratta di costi da rimborsare all’Asl, costi sostenuti per conto dei Comuni. Inoltre, i debiti maturati rispetto al 2010 non sono aumentati di un milione e 900mila euro, ma di circa 40mila euro, perché non basta guardare il saldo dei debiti, come hanno fatto strumentalmente Ferri e Mugnai, ma considerare anche che la Società della Salute Lunigiana vanta crediti che ancora devono essere riscossi da Asl, Regione Toscana e Comuni».

Infine il presidente Varese spiega che «I costi di gestione, poi, non sono aumentati di 21.772 euro, ma di circa 11mila euro, e non sono paragonabili al 2010, perché non erano partite pienamente tutte le funzioni».

Quindi, continua la battaglia e la polemica sulla Società della Salute in Lunigiana.

Da una parte il presidente che la difende strenuamente, e dall’altra coloro che pensano che invece andrebbe chiusa.

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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