Il dolore
Riparte il Piano strutturale hotel e case alle ex colonie
Approvate a maggioranza le modifiche chieste dalla Regione Toscana Pucci: la sostanza non cambia, lungomare salvaguardato, altro che cemento
MASSA. Riparte il Piano strutturale: martedì notte, al termine di uan seduta fiume iniziata alle 18 e terminata alle 24, il consiglio comunale ha approvato a maggioranza il documento che accoglie le richieste di modifica emerse dalla Conferenza paritetica, rimettendo così in moto la procedura su parti sostanziali del futuro urbanistico della città. Il tutto proprio mente a Carrara si apre una questione analoga con la Regione che chiede chiarimenti e modifiche al Piano targato giunta Zubbani.
Nella sostanza, non cambia molto. Anche se alcune volumetrie (leggi possibilità di costruire) – soprattutto nella zona di Ronchi Poveromo – vengono decisamente ridotte.
Per le opposizioni, non cambia dunque il giudizio: “Una colata di cemento partorita da una giunta figlia delle lobby”. Accuse a cui replica il sindaco Roberto Pucci: «Ci accusano contemporaneamente di bloccare l’edilizia con le norme di salvaguardia e di concedere troppo cemento. E contemporaneamente, mentre criticano le presunte eccessive concessioni ai privati, cercano con gli stessi contatti per dire: noi vi avremmo dato di più». Contrattacco pesante a cui Pucci fa seguire un altro colpo ad effetto: «Vi faccio notare che il Piano non prevede neanche un mattone in tutta la fascia lungomare da Marina a Cinquale.Altro che cementificazione».
Compatta la maggioranza nonostante i recenti segnali di sfarinamento, alla fine il voto ha visto 23 favorevoli e 10 contrari: i consiglieri Pdl e Pd presenti in aula.
Riparte, dunque, l’operazione colonie, con contorni sostanzialmente immutati: la Turimar-Olivetti potrà essere ristrutturata, trasformata in un maxi albergo, con target medio-alto, ma il 25% delle volumetrie potrà essere trasformato in appartamenti da immettere sul mercato immobiliare privato. Un regalo ai soliti noti (Turimar è stata acquistata dalla cordata Bogazzi-Red Graniti) per qualcuno.
E riparte (o meglio: è in condizioni di ripartire) anche l’operazione Riva dei Ronchi. Spiega il sindaco: «La proprietà ha un diritto a edificare per una volumetria di 105mila metri cubi. Questa sì una colata di cemento insostenibile. Noi proponiamo, in linea con quanto chiede la Regione, un forte ridimensionamento delle volumetrie: riducendole di oltre la metà, mantenendo la previsione dell’albergo ma eliminando l’idea dei 5-600 mini appartamenti, “offrendo” in cambio la possibilità di costruire 100-130 appartamenti di taglio medio-grande. E chiediamo che siano previsti parcheggi pubblici, la salvaguardia dell’area retro-dunale in un quadro di minore impatto ambientale. Credo che la proprietà abbia interesse, anche economico a una soluzione meno cemento-maggiore valore». Una specie di edilizia contrattata, insomma, il cui esito è però tutto da vedere.
«La sostanza del Piano non cambia, anche perchè a differenze di quanto strumentalmente sostenuto dalle opposizioni, la Regione non chiedeva modifiche nel dimensionamento, ma solo precisazioni e chiarimenti», dice ancora Pucci.
Ora le parti corrette del Piano vanno “in riupubblicazione”: ci sarà cioè un periodo di 60 giorni in cui i cittadini potranno fare osservazioni e chiedere modifiche. Poi ci sarà una nuova fase di esame delle osservazioni, infine il ritorno in consiglio per l’approvazione definitiva. Prevista a metà ottobre. Obiettivo della giunta Pucci è arrivare a fine mandato con Piano approvato e il Regolamento urbanistico adottato.
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