Italia
Ombrelloni chiusi per la protesta dei balneari
CARRARA. Ombrelloni chiusi dalle 9 fino alle 11. Anche i balneari di Marina di Carrara stamani scendono in campo uniti contro la direttiva Bolkestein, la normativa europea che prevede di assegnare...
CARRARA. Ombrelloni chiusi dalle 9 fino alle 11. Anche i balneari di Marina di Carrara stamani scendono in campo uniti contro la direttiva Bolkestein, la normativa europea che prevede di assegnare mediante gara le concessioni demaniali.
Sib-Confcommercio, Fiba- Confesercenti, Assobalneari, Italia-Confindustria e Cna-Balneatori hanno deciso in questo modo di '”no” alle aste delle concessioni demaniali previste dall'Unione europea con la direttiva Bolkestein, a partire dal primo gennaio 2016, e anche per manifestare contro il «silenzio» del Governo rispetto ai problemi della categoria.
Quindi stamani stabilimenti aperti e servizi attivi, ma ombrelloni serrati per tre ore filate dal porto fino alla Fossa Maestra. E’ questo lo sciopero “soft” dei gestori dei bagni che arriva proprio nel cuore dell’estate, una protesta “sottovoce” senza voler intralciare più di tanto, la vacanza dei clienti, ma allo stesso tempo incisiva per far riflettere e soprattutto informare chi ancora non è a conoscenza degli effetti della direttiva.
Stamani chi arriverà in spiaggia fra le 9 e el 11, troverà il proprio ombrellone chiuso. Ma non sarà per uin disservizio dello stabilimento, bensì per l’iniziativa di protesta messa in atto.
Dopo il tuffo collettivo avvenuto in Versilia nell’estate 2012 e dopo l’ultimo episodio di protesta che ha visto un balneare di Trieste arrampicato sulla cupola di San Pietro per attirare l’attenzione sul problema e riuscire a chiedere un incontro col ministro, adesso i balneari scendono in campo tutti uniti per uno sciopero a livello nazionale. «Sarà solo l’inizio- spiega Sandro Telara presidente dell’associazione Stabilimenti balneari e titolare del bagno Sandro di Marina – questo è uno sciopero light ma se non sortirà alcun effetto seguiranno manifestazioni più incisive. Rischiamo di perdere tutto quello che abbiamo realizzato e che siamo riusciti a tramandarci di generazione in generazione. In più questa situazione mette il freno a mano anche ai lavori di ristrutturazione. E’ impensabile poter investire ad oggi nelle strutture per abbellirle e renderle più confortevoli perché non ci sono garanzie per il futuro».
«Fare un investimento negli stabilimenti in questo momento sarebbe un’operazione da incoscienti – aggiunge Michele Pianini gestore del bagno Graziella . – Già il periodo è difficile, rispetto agli altri anni c’è un calo di clientela del 50%. Turisti se ne vedono sempre meno. Andiamo avanti grazie ai clienti locali e anche tra loro c’è chi è costretto a ridurre la presenza in spiaggia. Anche tra gli habitué sono in molti quelli che rinunciano alla stagione intera e chiedono cabina e ombrellone magari solo per un mese. Se a questo calo aggiungiamo i problemi che ci arreca la Bolkestein è normale che ai gestori degli stabilimenti passi la voglia di migliorare le strutture».(m.c.)
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