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Lorenzo, il diploma triste tra le lacrime del Classico

Lorenzo, il diploma triste tra le lacrime del Classico

Commozione alla consegna della maturità alla memoria dello studente morto Il ricordo della prof di filosofia: «Mi sarebbe piaciuto ascoltare la tesi sul Baffo»

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MASSA. Quando la professoressa di filosofia Carla Marchini ha terminato il suo ricordo di Lorenzo Cantoni, in molti hanno avuto la tentazione di girarsi verso l’entrata dell’aula magna del liceo classico Pellegrino Rossi. Tanto era forte la sensazione che lo sfortunato ragazzo, morto in un incidente stradale a una manciata di giorni dall’esame di maturità, potesse entrare per ringraziare il preside Luigi Bianchi, i docenti e i compagni che si asciugavano le lacrime per la commozione. Qualcuno forse se lo è immaginato mentre abbracciava la mamma e la sorella, sedute in prima fila per stringere tra le mani quel diploma che tutti hanno voluto dargli. Ma è stata soltanto la suggestione di un attimo.

Lorenzo non c’era, non poteva esserci. Il destino lo ha portato via a chi gli voleva bene e a chi non lo conosceva, ma ne ha sentito parlare. «La tua assenza è la presenza più forte in questa aula - ha detto piagendo la prof di filosofia -. Tu questo diploma te lo sei meritato Lorenzo. Avevi le doti e le capacità per prenderlo. Hai studiato, ma hai saputo anche ritagliarti i tuoi spazi di leggerezza. Con gli altri docenti e i tuoi compagni ci siamo immaginati il tuo esame, abbiamo riso pensando alla tua tesina sul Baffo. Quella che non volevamo facessi, Lorenzo. Sono sicura che tu l’avresti fatta lo stesso. E sono sicura che ci avresti sorpreso tutti. Il voto finale che a qualcuno ha lasciato l’amaro in bocca non è importante. Per i tuoi compagni si apriranno porte e portoni, pazienza se ci saranno degli scogli lungo il cammino e se si troveranno degli ostacoli da superare».

Prima di ripiegare i fogli che la prof di filosofia ha stropicciato, quasi volesse stracciarli per riprendersi quello studente che tanto amava, una citazione della realtà delle ragioni del cuore di Pascal. Poi l’abbraccio a Mafalda, la mamma di Lorenzo, e alla sorella Eleonora.

Verrebbe voglia di dire che è stata una bella cerimonia (perché era vera come difficilmente si poteva immaginare), ma non si può. E allora è il preside Bianchi a dare un nome ai sentimenti: «Un momento emozionante e doloroso, ma con una nota di gioia». Il dirigente scolastico ha voluto ringraziare pubblicamente gli onorevoli Andrea Rigoni e Fabio Evangelisti («hanno contribuito all’opera di convincimento del ministero»), poi ha invitato i compagni del ragazzo scomparso a farsi promotori di una targa da mettere nell’aula di Lorenzo: «Qui ha studiato Cantoni». È l’unico modo, ha spiegato, per accelerare i tempi. «Siate più veloci della burocrazia».

Nessun accenno, invece, al possibile pensionamento e all’arrivo della collega Filomena La Pietra: «Mi auguro soltanto che questo non sia l’ultimo atto della mia presidenza al liceo classico. Io in quest’aula prendevo appunti ed è qui che mi sono diplomato tanti anni fa. Spero proprio di continuare, una decisone che ho preso prima di sapere chi sarebbe venuto al posto mio».

Terminata la cerimonia - l’unico diploma vero era quello di Cantoni, gli altri sono copie - i ragazzi hanno stretto la mano e baciato i parenti di Lorenzo. Poi la consegna di un quadernone, anzi di un registro, pieno di dediche. Un ricordo di una vita spezzata troppo presto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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