Il Tirreno

Crolla la produzione industriale

Crolla la produzione industriale

Nel primo trimestre di quest’anno è peggiorato anche il commercio. Solo l’1 per cento delle imprese pensa di assumere

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Anche nei primi tre mesi del 2012, la crisi economica continua ad attanagliare le imprese apuane che faticano a reagire: lo conferma l’ultima indagine dell’Iistituto studi e ricerchedella Camera di commercio. Cala la fiducia nella ripresa, peggiorano le previsioni sull’occupazione e anche le aspettative sulla liquidità sono decisamente negative.

La ricerca, mirata a valutare l’impatto della crisi sulle aziende locali, ha rilevato una situazione decisamente pesante, con cifre ancora più negative delle previsioni: e anche per quanto riguarda le strategie messe in atto per rispondere a questo periodo di difficoltà, le notizie non sono confortanti. Tra gli imprenditori il saldo tra ottimisti e pessimisti,è a favore dei secondi e il peggiore dal 2008, e anche le previsioni sull’occupazione sono nere, con solo l’1 per cento delle aziende che dichiara di voler aumentare il personale.

Sul capitolo liquidità continua poi la fase negativa: il 39 per cento delle aziende si attende, per il 2012 una riduzione del flusso di denaro mentre il 53 per cento dichiara di aver già compresso i propri margini di guadagno. Una situazione aggravata dai ritardi nei tempi di incasso e dalle difficoltà di accesso al credito: le richieste di prestiti alle banche restano sostanzialmente invariate ma questo denaro, se e quando arriva, non viene più usato per fare investimenti ma per aumentare la liquidità o per ristrutturare i debiti. Le banche poi, dal canto loro, sono sempre più restie a concedere i prestiti, che vengono centellinati e hanno tassi di interesse sempre più alti. Un quadro che rende più complessa l’uscita dalla crisi: per superare questa fase le aziende apuane si affidano soprattutto a strategie difensive, come la razionalizzazione dei costi di produzione e logistica, l’abbandono di alcuni mercati e la riduzione di prodotti e servizi.

Diminuiscono le imprese che mettono in atto strategie aggressive, quelle ritenute più utili alla ripresa: solo il 16 per cento delle aziende apuane ha ampliato la propria gamma di prodotti, coloro che hanno cercato nuovi sbocchi commerciali sono stati la metà dell’anno precedente, ovvero solo il 23 per cento, mentre calano anche le adesioni alle iniziative di rete, passate dal 14 per cento del 2011 al 10 per cento del primo trimestre 2012.

E se la risposta alla crisi sembra non essere adeguata, anche i numeri sull’andamento dell’economia provinciale in questo primo scorcio dell’anno confermano la fase di profonda difficoltà: la produzione industriale apuana è crollata dell’8,9 per cento nel primo trimestre a confronto con lo stesso periodo del 2011 (toccando il punto più basso dell’ultimo decennio dopo il precipizio del 2009),e a fronte della flessione dell’1,1 registrata a fine 2011 (mentre il trend nel resto della Regione è e con il segno più è per produzione e fatturato).

Particolarmente negativo il dato su nautica e cantieristica,che registrano un meno 40 per cento nella produzione, ma vanno male anche la chimica con un meno14 per cento e la metallurgia con un meno 13 per cento.

Note leggermente più positive arrivano invece dalla meccanica, che pur registrando una contrazione della produzione e del fatturato del 3 per cento, continua sostanzialmente a tenere; e dalle lavorazioni del lapideo: dopo mesi negativi, il 2012 si apre per questo settore con un incremento di produzione e fatturato del 2,5 per cento, grazie alla buona tenuta della domanda estera.

E in questo clima di profonda crisi, se l’industria piange il commercio certo non ride: nel primo trimestre del 2012, le vendite hanno fatto registrare un calo del 6,5 per cento rispetto all’analogo periodo dell’anno precedentre (il 2011 si era chiuso con un -2,9 per cento), con un crollo dei prodotti non alimentari (-8,4 per cento) e una flessione anche dell’alimentare (-5,2 per cento). Tengono solo gli ipermercati e le grandi superfici di vendita.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze