La manifestazione
«Sono pronto a prenderli ancora a calci»
Marco Lenzoni, segretario Asp, dice no: tre anni fa per colpa dei fascisti è successo il finimondo
MASSA. «Se le ronde fasciste tornano sulle nostre strade sono pronto a iniziare a menare le mani. Anzi, prenderò i volontari di Stefano Benedetti a calci nel sedere». A parlare è Marco Lenzoni, segretario provinciale dell’Associazione solidarietà proletaria (Asp). Marco era tra quelli che la notte del 25 luglio si picchiavano. «Sono dei provocatori - incalza -.E vogliono ripetere la confusione che hanno creato tre anni fa. Lo so che ora io dovrei dire che non vogliamo scendere al loro livello, invece vi sorprendo e vi dico che se si azzardano a rimettersi i loro giubbini noi li pestiamo».
Il messaggio dei ragazzi di estrema sinistra è trasparente. Ma Lenzoni va oltre: «Poi diciamocelo chiaro - aggiunge -. Si lamentano tutti dei furti, ma le ronde dovrebbero essere mandate all’Asl, al Cermec, in Comune piuttosto che in Parlamento. Dimenticavo le banche... Insomma, mi sembra che chi ci mette la mano nel portafoglio vesta in giacca e cravatta e non sono quei poveracci che non sanno come riuscire a mangiare tutti i giorni».
Problematiche che l’Asp e i Carc stanno affrontando proprio in questi giorni al parco della Comasca di via Ronchi alla festa della Riscossa Popolare: 11 giornate intense e ricche di iniziative di ogni genere, aperte a tutti e adatte a tutte le età. «In questa festa fin dalla primissima fase dell'ideazione e via via col procedere dell'organizzazione abbiamo cercato di condurre un lavoro innovativo, pieno di spirito, volto alla realizzazione di una festa nuova, che si differenziasse in tutto e per tutto dalle feste degli anni passati e dove finalmente potesse essere messa in pratica la nostra voglia di osare», dicono gli organizzatori
«È giunta l'ora - concludono - di ribellarsi a tutte le angherie che da tempo ormai invadono il nostro paese. Da qui la scelta di far comparire sui nostri manifesti, sui volantini e sulle maglie l'immagine del pesce grande che viene cacciato (e aggiungiamo: per poi essere mangiato) da quelli piccoli. Un'ottima metafora a nostro avviso per esprimere il concetto che tutti uniti ce la possiamo fare a cacciare i padroni, i pescecani della finanza, i banchieri, gli speculatori, i saccheggiatori e tutti coloro che ogni giorno ci obbligano a vivere in condizioni disastrose, all'insegna della precarietà, della disoccupazione, della devastazione ambientale e del carovita».
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