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Tassa di soggiorno 24 titolari di camping fanno ricorso al Tar
MASSA. «Non solo ci impongono una nuova tassa, ma ci fanno fare anche gli esattori». I campeggiatori scendono in campo contro la tassa di soggiorno con un ricorso al Tar presentato da 24 (cioè una...
MASSA. «Non solo ci impongono una nuova tassa, ma ci fanno fare anche gli esattori». I campeggiatori scendono in campo contro la tassa di soggiorno con un ricorso al Tar presentato da 24 (cioè una buona maggioranza) titolari dei camping di Marina di Massa per chiedere l’annullamento della delibera con cui il consiglio comunale ha istituito l’imposta sul turismo e il regolamento ad essa relativo.
Il ricorso, curato dallo studio legale e tributario Giovannini & partner di Pisa non è contro l’imposta di soggiorno vera e propria, prevista da una legge nazionale e neanche contro le tariffe decise dall’amministrazione (che per i campeggi è di 0,40 euro al giorno a persona).Ma è principalmente contro il regolamento.
«La legge istitutiva dell’imposta di soggiorno – spiega l’avvocato LorenzoTrombella dello studio pisano – è chiara.Ma il regolamento, già esecutivo presenta alcuni profili di dubbia legittimità che rischiano di penalizzare l’operatività di uno dei cuori pulsanti dell’economia turistica della zona apuana, soprattutto in questo momento di crisi».
I campeggiatori, in altre parole, chiedono che quella tassa sia strutturata in modo, spiega ancora l’avvocato Trombella «da divenire effettivo strumento di propulsione per la finanza locale e incentivo concreto all’attività ricettiva dei campeggi, senza che i loro gestori diventino dei burocrati ed esattori, con possibile pregiudizio per gli operatori più corretti». Cioè: va bene l’imposta, ma non costringeteci anche a obblighi e scartoffie e ulteriori carichi di lavoro per riscuotere quella tassa.
Ma non si tratta, tiene a precisare lo studio Giovannini, di una dichiarazione di guerra: «Il nostro non è un guanto di sfida ad un’amministrazione della quale è apprezzabile non solo l’impegno alla generale tutela del settore turistico, ma anche la disponibilità alla prosecuzione di un dialogo costruttivo con le parti sociali che si stanno facendo portatrici di istanze di compliance fiscale, malgrado l'apparente rottura provocata dall'approvazione rapidissima del regolamento comunale».
Claudio Figaia
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