Lutto
Società della salute verso la chiusura? Il presidente si ribella
Riccardo Varese: «Sarebbe un gravissimo passo indietro Do ragione al sindaco di Zeri: bisogna cambiare regione»
AULLA. Negli ultimi giorni le voci si erano fatte insistenti e ora trovano autorevole conferma nelle parole di Riccardo Varese, presidente della Società della Salute della Lunigiana: la Regione Toscana sarebbe intenzionata a chiudere le Società della Salute. Varese si dice «esterrefatto»” per la notizia, non comprendendo come il presidente Enrico Rossi «possa rinnegare le SdS, visto che è stato proprio lui, quando era assessore regionale alla sanità, a volere con forza la creazione di un ente fra i più innovativi, che persegue e ha realizzato l’integrazione dei servizi sociali con i servizi sanitari sul territorio. Infatti, con il progressivo invecchiamento della popolazione, il sociale e il sanitario sono universi che non è possibile mantenere distinti e una loro integrazione è inevitabile. Tornare indietro – prosegue il presidente della SdS Lunigiana – significherebbe dare ragione alle cassandre di centro destra, ma anche di centro sinistra, mortificando un lavoro di anni sul territorio da parte di dirigenti e operatori qualificati e motivati. E’ una prospettiva che non possiamo accettare dopo tutti questi anni di sperimentazione positiva, che ci ha fatto avvicinare ai problemi reali della gente, che ha ben compreso il nostro ruolo socio – assistenziale sul territorio. La chiusura delle SdS, infatti, rappresenterebbe un dramma per le famiglie che hanno un anziano non autosufficiente o un disabile in casa».
A questo punto, Varese prende di mira pesantemente Andrea Rigoni, parlamentare del Partito Democratico, e le sue recenti dichiarazioni: «Come può affermare che per risparmiare si devono chiudere le Società della Salute? I casi sono due: o le altre SdS della Toscana funzionano in modo diverso o Rigoni non è informato della reale situazione della SdS Lunigiana. Inoltre, non comprendo davvero come mai, da un po’ di tempo a questa parte, i nostri amministratori regionali siano fuori dalla realtà, avendo chiuso, in precedenza, le Comunità Montane, enti che erano al servizio dei Comuni e dei cittadini, trasformate in Unioni di Comuni montani, che sono tutto l’opposto. Ora con le Società della Salute stessa musica. A questo punto, non mi resta che fare fronte comune con il mio amico Egidio Pedrini, sindaco di Zeri: io affermavo che era bene andare sotto Parma, lui dice La Spezia, ma tutto va bene pur di uscire da una situazione incomprensibile e ingarbugliata come quella toscana. Pertanto, tornando alle prospettive nefaste che si aprirebbero con la sparizione delle SdS, si vuole forse tornare ad affidare il sociale esclusivamente ai Comuni? O lo si vuole affidare all’Asl, con tutti i danni che ha provocato nella nostra disastrata quasi ex provincia?».
Quindi, Varese si augura che «non si voglia un ritorno al passato dai risvolti catastrofici per il tessuto sociale e occupazionale della Lunigiana» e chiede che la Conferenza dei sindaci, che si riunisce oggi alle ore 18,30 presso il centro polivalente “Icaro” di Costamala di Licciana Nardi, «si faccia portavoce di un pronunciamento forte e unitario a difesa della SdS Lunigiana e del suo operato»; tra l’altro, l’invito all’assemblea è stato esteso allo stesso Rigoni, ai consiglieri regionali Paolo Marini e Loris Rossetti, al presidente della Provincia Osvaldo Angeli.
Gianluca Uberti
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