Il Tirreno

Ombrelloni chiusi venerdì lo scioperino contro la Bolkestein

di Francesca Ferri
Ombrelloni chiusi venerdì lo scioperino contro la Bolkestein

I balneari apuani aderiscono alla protesta anti-aste La spiaggia non si ferma. «Vogliamo solo parlare dei rischi»

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MASSA. Ombrelloni chiusi dalle 8 alle 11, stabilimenti tappezzati di volantini, dibattiti. Non sarà uno sciopero, né una protesta ma pura e semplice “comunicazione” alla clientela quella che turisti e massesi troveranno ad attenderli venerdì mattina negli stabilimenti balneari di Massa e Montignoso.

Così i gestori dell’associazione Riviera Apuana aderiscono alla protesta nazionale indetta dai sindacati di categoria (Fiba-Confesercenti, Sib-Confcommercio, Cna, Balneatori e Assobalneari Italia-Confindustria) contro le aste degli stabilimenti balneari previste dall’Unione Europea con la direttiva Bolkestein a partire dal gennaio 2016. Aste che, denunciano i balneari, finiranno per agevolare grandi gruppi industriali tagliando fuori i piccoli imprenditori che hanno investito una vita nel loro stabilimento e ora rischiano di vederselo portare via.

Sulla spiaggia sarà una mattinata diversa dal solito ma il rischio di disagi e black out dei servizi sembra scongiurato. Anche lo “sciopero” degli ombrelloni sarà facoltativo. «Aderiamo alla giornata intendendo utilizzarla come strumento comunicativo, senza scambiare o abusare i termini “sciopero” o “protesta”», spiega Stefano Gazzoli, vicepresidente di Riviera Apuana. «Per questo abbiamo creato un volantino che spiega i rischi a cui gli stessi clienti vanno incontro se i bagni saranno gestiti da multinazionali. Il volantino sarà attaccato in diversi punti dei bagni, disposto in modo opportuno per essere notato dai clienti, magari formando un percorso obbligato all’entrata di ogni stabilimento balneare».

Nessuna cocomerata, forse un rinfresco, sicuramente dei dibattiti con i clienti, anche la sera. «Ma non abbiamo voglia di fare feste come programmano di fare in Versilia – spiega il presidente dell’associzione maurizio Ragaglini – perché non c’è niente da festeggiare».

La posta in gioco è molto alta. Il governo sta lavorando a un decreto che definirà le modalità con cui la Bolkestein sarà recepita in Italia. I gestori temono che le concessioni finiranno in mano alle multinazioni, alle compagnie di tour operator, gruppi industriali e magnati internazionali. «Noi, attuali concessionari, abbiamo già investito negli stabilimenti balneari e non potremmo mai competere con loro», spiegano i balneari nel volantino. «Pensate che chi vincerà le aste manterrà gli stabilimenti balneari nel rispetto del territorio, dell’accessibilità, dell’integrazione con le altre attività economiche locali? Ci stiamo tutti esponendo al pericolo che gli stabilimenti balneari possano trasformarsi in villaggi turistici o strutture di lusso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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