Il dolore
Costa: noi siamo stati corretti
E assicura: l’impianto non dovrà chiudere per assoggettarsi alla Via
AULLA. Ostenta tranquillità Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome e che lavora rifiuti ad Albiano Magra da più di quindici anni. Infatti, dopo lo storico successo al Tar per il gruppo di cittadini che, tutelati dall’avvocato Daniele Granara, hanno ottenuto che la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) sia fatta su tutto l’impianto di lavorazione dei rifiuti e non solo su una parte, innanzitutto l’imprenditore ci tiene a sottolineare che non vi sarà alcuno stop dell’attività della fabbrica, allontanando lo spettro della cassa integrazione per gli oltre 40 dipendenti. Ma Mauro Costa non si limita a fornire una dichiarazione decisamente tranquillizzante per tante famiglie e si affida ad una nota scritta. Eccola: “L’impresa Costa prende atto della sentenza del Tar Toscana. Peraltro, dalla lettura della decisione del collegio toscano emerge, con evidenza, la correttezza dell’operato e del comportamento dell’impresa Costa, laddove il giudice ritiene che lo studio di impatto ambientale presentato dalla ditta contiene “una serie di valutazioni correttamente riferite all’impatto derivante dall’interezza dell’impianto (e quindi da tutte e tre le linee produttive)”. Viceversa è stata una scelta della Provincia di Massa Carrara limitare alla linea A dell’impianto la valutazione, scorporando in parti l’impianto stesso e determinando la prosecuzione del procedimento per la sola linea A. Tale decisione non determina affatto l’interruzione dell’attività che si svolge presso l’impianto, né tanto meno, in alcun modo, la chiusura dell’impianto stesso, ma solamente la Valutazione di Impatto Ambientale all’impianto considerato nel suo complesso, ferma restando la valutazione dell’impresa di proporre appello al Consiglio di Stato avverso tale decisione”. Ricordiamo che con la determinazione 22 gennaio 2011 n. 181, il dirigente del settore ambiente della Provincia di Massa Carrara disponeva l’assoggettabilità a Via solo di una parte dell’impianto (in particolare, il rifiuto solido indifferenziato trattato dalla cosiddetta linea A, relativa alla produzione di Cdr, combustibile da rifiuti). La determinazione, quindi, veniva impugnata dai ricorrenti, tutti residenti ad Albiano Magra a poche decine di metri dall’impianto. (g.u.)
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