Il Tirreno

Affitti, il Comune rischia 1,3 milioni di risarcimento

Affitti, il Comune rischia 1,3 milioni di risarcimento

Fallita la mediazione, la società Brancadoro Srl si rivolge al tribunale E chiede i danni «da ritardata consegna». Si riapre il caso dei costi degli uffici

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Una “bega” tra inquilino e affittuario. Solo che l’inquilino è (o meglio era) il Comune e in gioco c’è una cifra parecchio sostanziosa: 1,3 milioni di euro che rischiano di andare a pesare sul bilancio di palazzo civico, cioè, in ultima istanza, sulle spalle dei contribuenti.

È la querelle sul palazzo Brancadoro in via Petrarca, adiacente all’edificio comunale. Che si arricchisce ora di un nuovo capitolo. La Brancadoro Srl. (dell’omonima famiglia) si è rivolta al tribunale di Massa per ottenere un maxi risarcimento di 1.314.476 euro.Cifra che, secondo la società, e l’avvocato Mario Mattei che la rappresenta davanti al giudice, è la somma dei danni subiti per il ritardo con cui il Comune ha riconsegnato l’immobile al proprietario. Brancadoro, cioè, si era rifiutata di prendere in consegna l’immobile finchè l’amministrazione civica non avesse pagato i danni ai locali provocati dall’uso. E adesso chiede un risarcimento per mancati introiti derivati dal mancato utilizzo dell’immobile. Tra i legali della società e quelli del Comune c’è stato un tentativo di mediazione che non ha portato a un accordo. Da qui la decisione della proprietà di adire alle vie legali. L’amministrazione civica, ovviamente, si oppone alla richiesta e si appresta a dare battaglia in tribunale affidandosi ai suoi legali.

Già lo scorso anno il Comune aveva versato nelle casse della Brancadoro 82mila euro per chiudere in via extragiudiziale il contenzioso sui danni provocati all’edificio dall’uso come uffici comunali. Adessoquesta nuova (potenziale) tegola, ben più pesante per i conti municipali.

L’amministrazione ha lasciato i 400 metri quadrati di spazi di palazzo Brancadoro, per i quali pagava 180 mila euro l’anno circa, a inizio 2009, quando diede compimento alla contestatissima operazione di affitto del palazzo ex Enel di via Cavour (250mila euro l’anno per circa mille metri quadrati) dove sono stati trasferiti gli uffici prima ospitati al Brancadoro.La strategia dell’amministrazione Pucci era di una scelta provvisoria, in vista della realizzazione del “municipio 2” da costruire ex novo sulle ceneri dell’ex Intendenza di finanza di via Europa. Le cose sono andate diversamente: l’ex Intendenza è stata abbattuta ma al suo posto è stato realizzato un parcheggio e il progetto della nuova sede comunale pur se non cancellato ha subito un vistoso rallentamento.

Claudio Figaia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze