La manifestazione
Movida a Marina: è la guerra dei decibel
Le misurazioni Arpat bocciano il Barlume e promuovono il Barumba, ma le lamentele continuano
CARRARA. A fine luglio scadono le ordinanze e, sarà per questo o perché si è imparata la lezione ma il fine settimana appena trascorso è andato tutto liscio: nessuna sanzione per i locali notturni di Marina.
Di questo si è parlato in Commissione Attività produttive dove l’Assessore Fabio Traversi ha riferito circa l’andamento della movida marinella. Fatto è che molti locali sono stati sanzionati le settimane scorse anche per 4 o 5 volte, con multe che si aggirano intorno ai 100 euro. Peggio va quando arrivano i tecnici di Arpat, è allora che, se l’impianto audio non supera il test, l’ammenda è di ben 516 euro. Le misurazioni acustiche di Arpat hanno interessato in particolare due locali: il “Barlume”, in centro, ovvero dove lo stop è fissato a mezzanotte e il “Barumba beach” sul litorale. Entrambi i locali avevano fatto sollevare le lamentele della popolazione per i troppi decibel ma, se per il primo l’impianto è risultato fuori norma, il Barumba ha superato brillantemente la prova. «Nonostante questo - ha sottolineato Traversi - ho ricevuto una delegazione di cittadini che si lamentavano per la musica che giunge da quel locale. La situazione è anomale in quanto, seppur il “Barumba Beach” si trovi sul litorale e quindi nell’area in cui è possibile ascoltare musica fino alle 2 del mattino, non usufruisce del doppio viale né di alcuna pineta che possa attutire i rumori, così che, appena il traffico scema, gli abitanti delle case di fronte percepiscono il rumore ancora più forte». Allo studio adesso è come risolvere il problema, se far scendere di ancora 500 metri verso il mare l’impianto audio o se ritoccare gli orari. Dal Movimento 5 Stelle Matteo Martinelli tiene a far notare come sia impossibile pretendere di gestire un territorio a vocazione turistica, impedendo di far musica nei mesi estivi e molti dei commissari sono d’accordo: positivo sarebbe infatti che da qualche anno a questa parte i giovani tendono ad abbandonare la costa apuana in favore della Versilia, ed essere troppo severi con gli orari notturni rischierebbe di riportare il deserto ma anche di sottrarre lavoro a molte attività che già faticano ad andare avanti. Conclusione: appellarsi al buon senso dei gestori perché siano in grado di capire quando è il caso di abbassare il volume.(b.m.)
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