Lutto
Il chirurgo fantasma: ho scordato di timbrare
Multa da 500 euro al medico non trovato in reparto. L’Asl replica sui conti: perdevamo 150mila euro al giorno, ora 43mila; dov’era il Minici-detective?
MASSA. La direzione generale Asl va al contrattacco. Replica, conti alla mano, alle accuse del centrodestra toscano che nelle settimane scorse parlava di “pauroso allargamento del buco nei conti della sanità apuana”. E replica anche alle segnalazioni del commercialista-detective Vincenzo Minici che, in qualità di presidente del collegio sindacale (o dei Revisori dei conti) – e quindi dotato di poteri di controllo e verifica anche “sul campo”, aveva denunciato parecchie magagne nella gestione dell’industria sanità. A cominciare dal caso del medico non trovato in reparto. Una controffensiva a tutto campo che in ammette problemi e “criticità”, attribuendone però la responsabilità a chi, in precedenza gestiva la sanità apuana.
Minici dov’era? “Tutta colpa delle gestioni passate”, è il concetto chiave che guida la replica dell’Asl. A cui si aggiunge una possente bachettata di richiamo a Minici: «Molte cose sono state fatte e i risulta cominciano a vedersi – dice la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis – e tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di tutti i soggetti coinvolti, certamente non vi è un merito specifico individuale o solo di qualcuno che, peraltro senza riuscirci, cerca oggi di far dimenticare ciò che non aveva fatto negli anni passati atteggiandosi e volendo sembrare ciò che non è mai stato». Ma vediamo i principali punti della controffensiva Asl.
150mila euro di perdite al giorno. La perdita gestionale c’è, impossibile negarlo. Ma non è di 55,8 milioni, bensì di 28,3 milioni. Grazie alla riduzione dei costi della produzione di oltre 16 milioni di euro. In altre parole: all’epoca della gestione Delvino l’Asl perdeva circa 4,5 milioni al mese ovvero 150mila euro al giorno. Oggi, con la cura De Lauretis, tale perdita è ridotta a circa 1, 3 milioni al mese (43mila euro al giorno).
Errore del Collegio. Le perdite pregresse da ripianare a fine 2011 dice poi l’Asl non ammontano a 346,1 milioni di euro ma a 129,8 milioni «come evidenziato chiaramente nel bilancio». Probabilmente – è la spiegazione della direzione – il Collegio si è fatto ingannare da una tabella di dettaglio che riporta, per un mero errore di stampa, una sommatoria non corretta. Il valore complessivo delle perdite, compresa quella 2011 non ammonta quindi a 401,9 bensì a 185,6 milioni.
Debiti ridotti. «Questa direzione – replica l’Asl al Pdl – è riuscita nel corso del 2011 a ridurre il valore dei debiti verso fornitori di oltre 10 milioni di euro passando da 220.830.763 a 201.766.941.
Inventari ignorati. L’attuale Direzione «sta predisponendo la stampa elettronica del libro inventari che evidentemente non è stata per anni argomento di interesse delle precedenti direzioni e del Collegio sindacale dato che fino ad oggi non era mai stato realizzato».
Multato il chirurgo assente. Replica anche sul caso del chirurgo non trovato in reparto durante un blitz del 29 aprile 2011. L’assenza, dice l’Asl, « era stata giustificata dall’interessato, il giorno dopo, con un report di mancata timbratura ed annotazione manuale convalidata dal responsabile della struttura lavorativa. Il medico aveva dichiarato di essersi allontanato allo scopo di poter recuperare materiale necessario alla preparazione di una lezione, semplicemente dimenticandosi di timbrare. Tuttavia, il comportamento venne formalmente contestato al dirigente e, dopo gli accertamenti istruttori e le risultanze del contraddittorio, il dirigente medico è stato sanzionato con un provvedimento disciplinare (multa di 500 euro). E non risultano recidive già sanzionate nel biennio precedente».
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