Il Tirreno

Cucite col cuore nell’Emilia ferita

Il completo, disegnato dagli alunni, è prodotto da un’azienda terremotata

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MASSA. C’è una storia di lacrime e cuore dentro le divise che gli alunni della scuola media di Montignoso vestiranno a settembre. I jeans e le donne blu scuri, le felpe, anch’esse blu, le polo bianche con bordino blu per i 180 ragazzi della Giorgini sono opera della Cetti Confezioni di Rovereto sul Secchia, a Novi di Modena. Che a maggio, pochi giorni dopo aver vinto la gara di appalto della scuola media di Montignoso, è stata travolta dal terremoto che ha messo in ginocchio l’Emilia.

Come altre aziende, però, la Cetti ha saputo rimettersi in piedi ed è tornata a lavorare per portare a termini gli ordini tra i quali quello per gli studenti della Giorgini.

«Nonostante le crepe provocate dal terremoto non fossero molto grosse – spiega Giovanni Malavasi – la sede era inagibile, ma ci siamo detti: non ci si può fermare solo perché non abbiamo più una sede. E siamo ripartiti».

I titolari cominciano a informarsi in giro, chiedendo alla protezione civile come procurarsi una tensostruttura dove trasferire l’attività. La tenda viene presa in affitto e sistemata in giardino. «Molte fabbriche qui si sono arrangiate in questo modo», spiega Malvasi.

Qui la Cetti Confezioni porta le quindici macchine da cucire e qui, sotto il sole battente, con l’aria condizionata che non ce la fa a smorzare l’afa, i sette dipendenti si rimettono al lavoro. «La produzione degli abiti viene fatta fuori da contoterzisti nella zona di Carpi – spiega Malvasi – qui facciamo i campionari».

La Cetti si mette subito al lavoro per una grossa commessa di 10mila bavaglini per conto della Granarolo, da consegnare a fine giugno. Neanche un mese dal terremoto. E poi le commissioni di divise scolastiche per asili e scuole da tutta Italia.

«Oltre alla Giorgini di Montignoso – spiega Malvasi – a settembre dobbiamo consegnare i lavori per altre cinque o sei scuole. È una fortuna avere queste commissioni perché ci permettono di lavorare e contribuiscono alla nostra sopravvivenza».

Soddisfatta anche la preside della Giorgini, Tosca Barghini. «Siamo contenti che le nostre divise potranno contribuire a dare una mano a un’azienda colpita dal terremoto – spiega la dirigente scolastica –. Tra l’altro, i prezzi sono quelli dell’anno scorso, 66 euro, e la qualità è certificata».

Il logo, spiega la preside, è stato disegnato dai ragazzi. «Non è una divisa mortificante – aggiunge Barghini – ma un abbigliamento come quello dei ragazzi di oggi, solo con in più il logo della scuola stampato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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