Il Tirreno

Una statua in bianco di Carrara per ricordare Antoni Gaudì

Una statua in bianco di Carrara per ricordare Antoni Gaudì

La realizzerà il maestro giapponese Etsuro Sotoo, Premio Michelangelo 2012

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CARRARA. «Il bianco statuario delle cave carraresi celebrerà Antoni Gaudì». Il maestro Etsuro Sotoo, vincitore della quindicesima edizione del Premio Michelangelo alla scultura, con il blocco di marmo vinto durante la kermesse internazionale di scultura, plasmerà una statua raffigurante il genio dell’architettura modernista catalana, l’arquitecto de Dios come è denominato in Spagna, e con questo collaborerà al processo di beatificazione dello stesso Gaudì, dal quale il maestro giapponese ha ereditato il cantiere della Sagrada Famila. Lo ha dichiarato ieri sera durante la manifestazione organizzata da Giulia Mazzarol Pace, in collaborazione con Cave Michelangelo.

Strepitosa la serata che si è tenuta nello splendido scenario del Porto di Marina di Carrara, e che ha visto presenti un pubblico di oltre 2 mila persone. Don Luca Franceschini, responsabile diocesano regionale per i Beni Culturali ha portato i saluti di Papa Benedetto XVI, che per l'occasione ha inviato un telegramma: «In occasione della manifestazione del Premio Michelangelo a Marina di Carrara domenica 29 luglio, il sommo pontefice Benedetto XVI rivolge il suo cordiale e beneaugurante saluto esprimendo apprezzamento per la lodevole iniziativa volta a esaltare, insieme ai valori dell'arte scultorea che ha arricchito l'umanità con opere di inestimabile valore e bellezza, anche il duro lavoro dei cavatori, del prezioso marmo delle Alpi Apuane e, mentre si compiace con lo scultore giapponese Etsuro Sotoo, per il prestigioso riconoscimento, invoca la celeste protezione della Vergine Maria e imparte di cuore all'insigne artista, agli organizzatori dell'evento, alle autorità, e a tutti i presenti l'implorata benedizione apostolica, propiziatrice di pace e di Cristiana Prosperità”. Ma la serata è stata anche l'occasione per ricordare ed omaggiare il grande giornalista e scrittore Romano Battaglia, recentemente scomparso, che per molti anni aveva condotto il Premio. Il Premio – lo ricordiamo – consiste in una scaglia di marmo , simbolo del blocco di statuario, offerto da uno dei più grandi imprenditori del lapideo, Franco Barattini, che ogni anno l'artista premiato andrà personalmente a scegliere in cava, ripercorrendo le vie battute, un tempo, da Michelangelo Buonarroti.

Alla Sagrada Famiglia di Barcellona, sul portale centrale della facciata della Natività si staglia una scultura che rappresenta la nascita di Gesù: «Il vertice della carità – osservano i critici - è l’incarnazione del Figlio di Dio, per questo Gaudí la volle al centro della facciata. Le tre porte rappresentano le tre virtù: la speranza a sinistra, con la strage degli Innocenti e la fuga in Egitto; a destra la fede, ma la carità è al centro, perché è la più grande, quella che rimane». Sopra l’immagine della Sacra Famiglia, gli angeli cantano, come racconta il Vangelo. Alcuni di questi sono opera dello scultore giapponese, Etsuro Sotoo, che lavora al cantiere della chiesa da più di vent’anni. «In Giappone Gaudí – ha spiegato in più occasioni Sotoo - fu portato da un professore di storia dell’architettura, Kenji Imai, che era stato qui a Barcellona nel 1926, pochi mesi dopo la morte del maestro. E per anni ha “raccontato” Gaudí ai suoi studenti senza una foto, senza un testo, solo ricordando quello che aveva visto». «Arrivai a Barcellona nel 1978. Non pensavo di fermarmi. Sarei dovuto andare in Germania per lavorare al restauro di alcune chiese. Ma poi rimasi affascinato dalla bellezza della Sagrada Familia e feci domanda per lavorare qui come scultore».

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di Redazione web