Italia
La città perde il capoluogo tagli a consiglio e assessori
Gli eletti scenderanno da 40 a 24, la giunta si restringerà da 10a 6 componenti Cambiano gli scenari in vista delle elezioni, avvantaggiati i partiti maggiori
MASSA. Una maxi provincia Pistoia-Prato-Pisa-Lucca-Massa Carrara, o, forse, una versione ridotta Lucca-Massa. Comunque vadano le cose c’è un effetto collaterale dell’accorpamento-riduzione delle province che avrà un peso nella politica locale massese. Soprattutto in vista delle elezioni del prossimo anno. È il declassamento di Massa da capoluogo di provincia a città “semplice”, come la vicina Carrara.
Altro che dibattito sulla “e” o sul trattino per definire la provincia: da qui alla fine dell’anno Massa perderà il suo ruolo di capoluogo. Con la conseguenza primaria di vedersi ridurre anche la propria rappresentanza istituzionale. Cioè: dalle elezioni del 2013, avrà soltanto 24 consiglieri comunali e, al massimo, sei assessori (quanti Carrara). Una cura dimagrante inaspettata, determinata per legge: la norma che riconosce alle città capoluogo un conisglio comunale e una giunta più ampi rispetto a città della stessa grandezza ma non capoluogo. Già si sapeva, per effetto di un’altra legge ormai in vigore da anni, che il prossimo consiglio comunale sarebbe sceso dai 40 consiglieri attuali a 32; e che gli assessori sarebbero scesi a un massimo di otto (attualmente sono dieci). Ora un ulteriore taglio, con effetti a cascata.
Intanto, è ovvio, sarà più difficile entrare in consiglio comunale: il quorum per una lista che alle precedenti elezioni era attorno a 1000-1.200 voti, si alzerà sensibilmente. Avremo una classe dirigente dunque più selezionata, almeno sotto un punto di vista prettamente tecnico. E ad avvantaggiarsene saranno le forze politiche più strutturate e forti. Come il Pd. Partiti con un’organizzazione ancora in grado di orientare una parte consistente dell’opinione pubblica. Saranno, viceversa scoraggiate le liste civiche che nascono con l’obiettivo di strappare uno-due posti nell’assemblea cittadina: forze che se schierate in coalizioni maggiori rischiano di non ottenere eletti se la loro coalizione non supera il 60% dei consensi.
Ci saranno, inoltre, presumibilmente, meno persone mobilitate in campagna elettorale: se le liste saranno di 24 candidati e non più di 40 o di 32, e se ci saranno, poniamo, 10 liste, ci saranno 160 candidati in meno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
