Il Tirreno

La casa al mare è in nero? La Finanza non perdona

La casa al mare è in nero? La Finanza non perdona

Controlli a tappeto delle fiamme gialle sulle locazioni ai turisti: con le banche dati è impossibile scansare la verifica. E arrivano le prime denunce ai proprietari

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MASSA. La crisi se non altro un aspetto positivo ce l’ha: abbiamo una soglia di sopportazione della furbizia altrui davvero bassa. E così se qualcuno scopre che il suo interlocutore tenta di evadere il fisco ecco scattare gli anticorpi. E le denunce. Un esempio sono le locazioni estive. In queste settimane sono arrivate diverse segnalazioni alla guardia di finanza, che però già si era mossa per conto suo per verificare la regolarità delle presenze turistiche sulla riviera apuana. E qualche furbetto è saltato fuori. E passerà dei guai. Non solo per questa stagione, ma probabilmente anche per le altre (fino a cinque anni fa).

Fino a poco tempo fa i controlli per gli affitti in nero erano complicati da fare: c’era bisogno, come minimo, di una segnalazione precisa, e comunque anche in quel caso si rischiava di non arrivare al dunque, perché era difficile registrare il passaggio di denaro dal proprietario all’inquilino provvisorio. Ma con le nuove normative introdotte dal governo Monti, il lavoro della polizia tributaria è più semplice. La Finanza così si è fatta consegnare dai Comuni le liste dei proprietari di seconde e terze case (e oltre), verificando quali fossero ufficialmente sfitte. Si parla di abitazioni, cioè, che per il Fisco sono disabitate. Con gli elenchi in mano le fiamme gialle hanno la possibilità di monitorare i movimenti bancari dei proprietari di queste case “vuote”. Se i militari scoprono bonifici ripetuti che non hanno motivazioni conclamate e che risultano sospetti, soprattutto perché in periodi estivi, è un’ulteriore traccia da seguire. Ma ancora con questa pista investigativa nessuno è stato scoperto. Meglio la delazione.

In Versilia la guardia di finanza quando ha avuto la quasi certezza dell’evasione dell’affitto estivo ha bussato alla porta dell’immobile locato e ha parlato con gli inquilini. Colloqui che nel 90% dei casi hanno inguaiato ancor di più i proprietari. A Marina di Massa, piuttosto che al Cinquale, non c’è stato bisogno di fare il “porta a porta” perché i controlli incrociati hanno dato i risultati sperati. Anche grazie alle segnalazioni degli inquilini che pagavano la settimana (o il mese) in nero.

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