Il Tirreno

La 28 Aprile

Gli Arancioni: «L’obiettivo è allaragare il centrosinistra»

MASSA. Sedici «fondatori» che lasciano la 28 Aprile pur rinnovando il pieno appoggio all’amministrazione Pucci ma sostenendo, in una lettera comune, che gli Arancioni non sono più il terminale unico...

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MASSA. Sedici «fondatori» che lasciano la 28 Aprile pur rinnovando il pieno appoggio all’amministrazione Pucci ma sostenendo, in una lettera comune, che gli Arancioni non sono più il terminale unico dell’azione politica. L’assessore Alessandro Volpi che decide dunque di aderire a Massa è tua e tre consiglieri comunali Alessandro Balloni, Luigi Turri e Daniele Carmassi che per ora, semplicemente, non sono più Arancioni.

E la 28 Aprile? «La notizia che un gruppo di iscritti decida di non rinnovare la tessera non fa certamente piacere, rammarica - dice il presidente Giuliano Minuto -, tanto più se le motivazioni ufficiali sono quelle alla base della nascita dell'Associazione 28 aprile stessa: concretezza nell'agire amministrativo, trasparenza, partecipazione dei cittadini, rinnovamento della politica e tanto più se la nuova fase politica con l'apertura a tutte le forze politiche del centrosinistra e le primarie di coalizione è stata decisa e votata all'unanimità dagli organismi dirigenti della Associazione 28 aprile e quindi anche da quegli iscritti che oggi decidono di non rinnovare l'adesione». E allora?

«Viene quindi da pensare che le motivazioni reali siano altre, legittime, ma altre: organizzarsi in previsione delle elezioni dell'anno prossimo ed su questo, allora, che è corretto misurarsi.Sulle prossime elezioni la nostra associazione, dopo averne discusso più volte collettivamente, ha posizioni chiare: questa maggioranza ha ben governato e da questa maggioranza si riparte, verificando e ricercando ogni possibilità di allargamento, nell'ambito del centro-sinistra, con partiti e associazioni con cui sarà possibile condividere il programma di impegni, e il candidato a sindaco ( esattamente in quest'ordine) da presentare ai nostri concittadini, attraverso primarie di coalizione.

Ed il futuro candidato a sindaco sarà per noi chi meglio di altri riuscirà a consolidare e sviluppare questa esperienza partendo dai risultati ottenuti, che ci sembrano sinceramente significativi se si pensa alla situazione ereditata e alla contingenza economica nella quale si è trovata a governare, ed assumendo poi nuovi impegni.Per essere ancora più chiari: prima viene la città e il bene comune, prima vengono gli impegni programmatici in grado di far crescere la nostra comunità a partire dai più deboli, poi vengono le pur legittime aspirazioni personali, poi vengono i candidati a sindaco.Prima la città, prima il bene comune, poi tutto il resto».

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