Il Tirreno

Il Papa benedice Carrara e i cavatori

Telegramma dal Vaticano per il premio Michelangelo che domenica verrà assegnato a Etsuro Sotoo

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CARRARA. Papa Benedetto XVI benedice Carrara e i suoi cavatori.

Un telegramma ufficiale con la benedizione apostolica per la città, per l'arte, ma soprattutto per il duro lavoro dei cavatori, che nel corso dei decenni ha registrato tanti infortunio gravi e mortali, è arrivato ieri mattina alla Curia vescovile di Massa Carrara e Pontremoli ed è partito dal Vaticano in occasione della quindicesima edizione del Premio Michelangelo, che si terrà domani 29 luglio alle ore 21,30 al porto di Marina.

Il premio quest'anno è dedicato all'arte sacra, e il riconoscimento verrà assegnato a Etsuro Sotoo, che ha ereditato da Antoni Gaudì (“l’arquitecto de Dios” come è denominato in Spagna) il cantiere della Sagrada Familia a Barcellona. E sarà proprio in quella occasione che verrà letto da don Luca Franceschini, responsabile diocesano per L'arte e i Beni culturali, il telegramma del Papa. Nel telegramma, firmato da sua eccellenza Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, si legge: «In occasione della manifestazione del Premio Michelangelo che si terrà a Marina di Carrara domenica 29 luglio, il sommo pontefice Benedetto XVI rivolge il suo cordiale e beneaugurante saluto esprimendo apprezzamento per la lodevole iniziativa volta a esaltare, insieme ai valori dell'arte scultorea che ha arricchito l'umanità con opere di inestimabile valore e bellezza, anche il duro lavoro dei cavatori, del prezioso marmo delle Alpi Apuane e, mentre si compiace con lo scultore giapponese Etsuro Sotoo, per il prestigioso riconoscimento, invoca la celeste protezione della vergine Maria e impartisce di cuore all'insigne artista, agli organizzatori dell'evento, alle autorità, e a tutti i presenti l'implorata benedizione apostolica, propiziatrice di pace e di Cristiana Prosperità».

Il Premio Michelangelo ideato ed organizzato da Giulia Mazzaro Pace in collaborazione con Cave Michelangelo di Franco Barattini.

«E’ da sempre dedicato all'arte – tiene a sottolineare l'ideatrice – infatti ogni anno vengono premiati artisti di fama internazionale, da Giò Pomodoro a Etsuro Sotoo, ma non solo: è nato per celebrare i cavatori e il loro duro lavoro. Voglio condividere questo telegramma – conclude Giulia Mazzarol Pace – con tutti coloro che hanno dedicato la loro vita al lavoro in cava e soprattutto con le famiglie dei cavatori che sono morti sul lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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