Sicurezza
Il 34,5% dei giovani è senza lavoro La disoccupazione tocca l’11,7%
Dati disarmanti quelli del rapporto presentato dall’assessore provinciale Raffaele Parrini «Di positivo al momento c’è solo la crescita del numero delle piccole e medie imprese»
MASSA. Quando le offerte di lavoro diminuiscono mentre le domande aumentano è una sola la conseguenza: la disoccupazione aumenta. Ed è proprio questo quello che è successo nella provincia nel 2011, dove a un aumento della popolazione attiva non ha corrisposto un'adeguata offerta lavorativa, con conseguente incremento del tasso di disoccupazione all'11,7%. Numeri a due cifre - dati del Rapporto sul mercato del lavoro 2011 presentati ieri dall'assessore provinciale al lavoro Raffaele Parrini - che rispecchiano un mercato del lavoro agonizzato, sia a livello locale che globale.
Due, secondo l'assessore Raffaele Parrini, le cause che spiegherebbero il fenomeno della disoccupazione in crescita: la crisi economica che ha destabilizzato il sistema delle imprese e l'aumento dell'età pensionabile che impedisce ai giovani di entrare nel mondo del lavoro. Non è un caso, infatti, che siano proprio i giovani la fascia più rappresentata fra i disoccupati. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha raggiunto infatti, nel 2011, il 34,5%, seguito da un altro dato sconcertante, ossia quello della disoccupazione femminile che è passata dall'11,1% (2010) al 14,2%. Tuttavia, anche la disoccupazione maschile è aumentata di 0,3 punti percentuali rispetto al 2010, arrivando al 9,7%.
L'altra faccia della medaglia della disoccupazione è, ovviamente, il tasso di occupazione che, invece, è in calo rispetto al 2010. Solo il 58% della popolazione nel territorio ha un impiego. Diminuzione causata principalmente dalla forte riduzione del tasso di occupazione maschile passato dal 69% al 65,9%.
Percentuali preoccupanti che spaventano ancora di più quando si parla di numeri reali. Come 6.915. Il numero di iscritti al Centro per l'Impiego nel 2011. Di questi il 76% è costituito da cittadini italiani e il restante da stranieri. 6.915 persone reali in cerca di lavoro, che si sono aggiunti a un numero già consistente di iscritti arrivando a 29.942 unità. Di questi 23.083 sono stati avviati al lavoro, confermando un valore in linea con quello dell'anno precedente (+0,3%). Tuttavia solo 22,8% di queste 23.083 persone sono state assunte con contratto a tempo indeterminato. La maggior parte è riuscita a strappare solo un contratto a tempo determinato, perlopiù stagionale, o di apprendistato.
«La situazione locale - commenta l'assessore Raffaele Parrini - conferma l'andamento del sistema economico e finanziario globale. Quello di una forte crisi che, nel 2011, ha raggiunto il suo picco. Tuttavia, se ci fosse una ripresa economica il nostro territorio sarebbe pronto a ripartire immediatamente. Il tasso delle nostre imprese, perlopiù piccole-medie, è in crescita. Il bilancio infatti fra iscrizioni e cessazioni presenta un saldo attivo (+295 unità) ed un tasso di crescita del 1,3».
«È il caso - continua - di indirizzare gli sforzi in due direzioni: la prima è quella di dare un sostegno alle imprese per dare un impulso alla crescita, dall'altro, cosa che riguarda per il nostro territorio, è quello di sostenere il settore manifatturiero che rappresenta l'11,5% delle imprese attive».
Ma accanto ai dati negativi sull'occupazione c'è un'altra spada di Damocle che pesa sulle spalle del mercato del lavoro nella provincia. Quello del lavoro in nero, una vera e propria piaga sociale ed economica. Nel corso del 2011 infatti, la Direzione provinciale del lavoro ha effettuato 1.138 ispezioni da cui sono stati riscontrati 507 illeciti e tra cui i lavoratori in nero sono risultati 243.
Insomma il quadro disegnato dal Rapporto non è certo dei più confortevoli. Diminuisce l'occupazione e aumenta la disoccupazione, sparisce il lavoro a tempo indeterminato a favore di quello "a scadenza", continua ad esistere il lavoro in nero e, nel mondo del lavoro, non c'è spazio per i giovani.
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