Il Tirreno

Cup dell’Asl, stipendi ridotti a 500 euro

di Francesca Ferri
Cup dell’Asl, stipendi ridotti a 500 euro

Ieri lo sciopero dei 129 addetti che, col nuovo contratto, passano da 30 a 14 ore la settimana. Il 2 agosto incontro in Regione

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CARRARA. C’è chi ha il mutuo e non sa se ce la farà a onorarlo, chi porta a casa l’unico stipendio che deve bastare per moglie e figli, chi si era comprato una macchina a rate e teme di doverla riportare in concessionaria.

Ci sono 129 storie di vita fino a poco tempo fa serena e ora bruscamente cambiata dietro i 129 addetti dei 47 centri unici prenotazioni Asl della provincia. E migliaia sono le vite di chi ogni giorno si presenta agli sportelli o chiede aiuto al pronto soccorso e anche queste vite cambieranno quando entreranno a regime le condizioni contrattuali previste dal nuovo appalto Estav, visto a giugno da un’Ati composta da Televita Trieste, Manutencoop e Cooplat.

Per questo ieri gli addetti del Cup hanno scioperato dalle 9 alle 12 contro e da tutta la provincia si sono dati appuntamento davanti all’ospedale di Carrara per un picchetto insieme a Cgil e Cisl. L’unico servizio garantito è stata l’accettazione. Una scelta dolorosa ma necessaria perché la mannaia è pesantissima.

Metà ore, metà stipendio. I lavoratori non solo passeranno da 30 ore settimanali (fino al 2010 erano addirittura 36) a 14 ore, ma il loro contratto cambia anche da quello previsto per le cooperative al multiservizi, che prevede 2 euro lordi in meno all’ora. Fatti i conti, se prima in busta paga finivano tra i mille e i mille e cento euro, adesso nelle migliori delle ipotesi si dovranno accontentare di 500 euro.

Assistenza dimezzata. D’altro canto, gli utenti che appena due anni fa potevano prenotare visite ed esami, pagare ticket e chiedere informazioni per un totale di 3.900 ore alla settimana, avranno a disposizione solo 2.442 ore di sportelli aperti, dopo aver già subito gli effetti della riduzione a 3.400 ore a metà 2011 e a 2.900 a inizio 2012. «Il Cup del distretto di Fivizzano passerà da 80 ore di operatività a 36, quello a Pontremoli da 86 a 36, quello di Massa da 195 a 105 e quello del dipartimento di prevenzione da 96 a 30», spiega Enzo Mastorgi della Cisl Fp.

No ticket, no Cup. «Il criterio che l’Asl ha adottato per tagliare le ore ai Cup è quello dell’introito del ticket», spiega Roberta Gurson, addetta al Cup dell’ospedale di Pontremoli. «I Cup che incassano meno ticket subiscono i tagli. Il problema è che da noi in Lunigiana l’80 per cento della popolazione è anziana, dunque il ticket non lo paga, ma non per questo abbiamo meno lavoro, anzi». «Nonostante il nostro impegno le code agli sportelli ci sono sempre», spiega Monica Frizzoni, collega del dipartimento prevenzione di Aulla. «Chieda, l’Asl, alla gente in fila se ci ha mai visti girarci i pollici». «Perché – aggiunge Caterina Spagnoli, del Cup di Pontremoli – i dirigenti non si tagliano un po’ i loro stipendi». «Dopo 13 anni di servizio passare da 8 a 6 euro lordi l’ora fa male», spiega Vittorio Albertosi del Cup di Pontremoli.

Infermieri, lavoro extra. C’è paura anche tra i dipendenti pubblici dell’ospedale. «Se tagliano al Cup del centro prelievi, toccherà agli infermieri inserire i dati dei pazienti», spiega Valerio Musetti di Cgil Fp.

Le contromisure dell’Asl. L’Asl ha spiegato nei giorni scorsi che il passaggio dal vecchio al nuovo appalto non comporterà cambiamenti nel numero delle ore lavorate almeno per tutto il 2012 e, anzi, pagare il ticket sarà più facile perché lo si potrà fare in futuro dai tabaccai col circuito Lottomatica e in 18 nuovi totem in arrivo nei distretti e negli ospedali. Quanto alle prenotazioni, anche qui arriveranno tre totem, mentre l’orario dei Cup telefonici da spezzato diventerà continuo con tre postazioni in più.

Il 2 agosto in Regione. Questi rimedi, tuttavia, non convincono i sindacati. «Gli anziani e i malati – spiegano Cgil e Cisl – hanno bisogno dell’assistenza di una persona in carne e ossa. Gli operatori del Cup sono il primo interfaccia tra utenti e azienda». Per questo il 2 agosto si presenteranno in Regione. «Chiederemo di aumentare il monte di ore – spiega Stefano Nicoli di Cgil Filcams – e che chi risulta in esubero possa lavorare in altre Asl».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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