Il dolore
Marmo, la Finanza visita il Comune
L’indagine è in corso da un anno, su mandato della Corte dei Conti, e riguarda gli oneri che gravano sull’escavazione
CARRARA. Canoni del marmo, in Comune arriva la Finanza.
Le Fiamme Gialle si sono presentate a Palazzo civico, per la precisione nell’ufficio del dirigente al settore marmo, Marco Tonelli, per richiedere ulteriore documentazione, nell’ambito di un’indagine avviata su mandato dalla Corte dei Conti già da un anno e mezzo.
Un’indagine blindata che ha preso le mosse da un esposto presentato da Legambiente meno di due anni fa e che riguarda tutti gli oneri che gravano sul settore marmo, dai canoni di concessione ai contributi regionali fino ad ogni altro balzello.
In sostanza una richeista di chiarimenti per capire meglio, nell’ambito di un’attività che nei dettagli rimane rigorosamente top secret, quale sia il giro di denaro, e la relativa tassazione, nel mondo di cave e dintorni.
La visita della Finanza non è stata inaspettata negli uffici comunali. Insomma nessun blitz delle Fiamme Gialle relativo alle ultime denunce (a livello politico e romano) sul “nero alle cave”.
Piuttosto controlli che vanno avanti da tempo, da quando cioè è cominciata la richiesta e raccolti di documenti (fino anche alle leggi regionali e alle delibere di giunta) che sono attinenti al sistema marmo e agli oneri comunali che vi gravano sopra.
Blitz della Finanza? No normali accertamenti La notizia, diffusa nella prima mattina di ieri, parlava di un vero e proprio blitz della Finanza a seguito della denunce, di quello che è stato definito un sistema di “nero” e illegittimità alle cave, con tanto di denuncia pubblica da parte dell’onorevole del Fli Fabio Granata.
Le Fiamme Gialle, stando i rumors che circolavano in città, avrebbero dovuto passare al setaccio sia l’ufficio Marmo del Comune che gli studi di noti professionisti, o meglio commercialisti, che lavorano a stretto contatto con gli imprenditori del lapideo.
Ma da fonti autorevoli della Fiannza apuana la notizia di un’operazione straordinaria in corso è stata immediatamente smentita. «Nessun blitz organizzato sull’attività delle cave»: si limitano ad affermare dal comando delle Fiamme Gialle. Insomma, almeno per il momento, nessun controllo a tappeto negli studi dei più quotati commercialisti apuani e neppure a Palazzo civico.
E a fare ulteriore chiarezza ci pensa poi il direttore del settore Marmo, Marco Tonelli: «Ma che blitz, è un’attività che va avanti da un anno e mezzo e non riguarda il nero alle cave».
L’indagine delle Fiamme Gialle Un’attività di indagine aperta più di un anno fa e che va a concentrarsi sulla vicenda dei canoni e i contributi regionali relativi al settore marmo. Tutto ha preso le mosse da un mandato preso le mosse da un mandato preciso della Corte dei Conti, che ha ricevuto un esposto da Legambiente.
Da qui è cominciata l’attività delle Fiamme Gialle apuane che hanno richiesto, a Palazzo civico le fatture emesse dal Comune stesso, le delibere, le leggi regionali e tutto il materiale inerente gli oneri che insistono sul settore dell’escavazione.
«Ieri è venuto un finanziere nel mio ufficio - spiega Tonelli - per ritirare ulteriore documentazione, per il procedimento che stanno seguendo da oltre un anno, di cui era stata fatta richiesta via fax. Purtroppo non avevo fatto in tempo a prepararla e quindi dovranno ritornare un’altra volta. Tutto qui».
Intanto viene confermato che, nell’ambito di questa indagine avviata su mandato della Corte dei Conti, la Guardia di Finanza sta facendo, e ha già fatto visita a molte aziende del settore lapideo.
Anche in questo caso per acquisire, almeno per il momento, solo della documentazione.
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