La manifestazione
Nave in ostaggio, sciopero a oltranza
Sul varo è “scontro” fra dirigenza Nca e sindacalisti. E accanto allo stabilimento la partita fra scalo mercantile e città
CARRARA. E ora è sciopero a oltranza dei lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania. La nave Rfi resta in ostaggio e non va in mare. Ieri l’incontro tra la rsu e l’amministratore delegato Luigi Mor si è concluso senza accordi: «Non sottoscriviamo nessun impegno a varare la nave dopo l’incontro a Roma del 2 agosto prossimo”, dicono i rappresentanti sindacali. «Ero disposto a far slittare il varo, purché sottoscrivessero l’intesa affinché il varo avvenisse comunque il 3 agosto, o al massimo il 6 – sostiene Mor – Ma hanno detto “no”. Allora ho proposto che consentissero almeno di dare acqua in bacino per alcune prove tecniche, hanno detto “no” anche a questo. Ho già concesso due rinvii del varo, ho chiesto l’altro giorno 24 ore di tempo per rispondede alla richiesta di un nuovo slittamento e di fatto la nave che doveva essere varata il 25 luglio, è ancora in bacino. Ora basta. Ho rilanciato per 5 volte, per attutire l’impatto e lavorare con gli operai. A questi punti vada come vada ».
Un amministratore amareggiato, e dall’altra parte i rappresentanti sindacali che hanno avuto dai lavoratori il mandato per la trattativa che però è naufragata.
A meno di ripensamenti, da una parte o dall’altra (che appaiono però del tutto improbabili), il braccio di ferro ormai si è fatto durissimo, in questa vertenza che tiene col fiato in sospeso 158 lavoratori diretti dell’ultimo cantiere della navalmeccanica in Toscana, che rischia la liquidazione a fine anno, oppure – se il progetto Ocean Independence verrà fatto camminare – di trasformarsi in un cantiere per il refitting del mega yacht di acciaio. Sarebbe una svolta storica, che salverebbe però – a quanto trapela dai piani di Ocean – solo una parte delle maestranze. Per cui i dubbi dei sindacati e la prudenza di giudizio da parte delle istituzioni locali (Comune, Provincia, e Regione) sono concreti, in vista dell’incontro del 2 agosto prossimo al ministero dello sviluppo economico.
In quella sede il colosso svizzero dello yachting (principalmente commerciale) dovrebbe illustrare il piano industriale: cioè quello che di preciso vorrebbe fare nell’area Nca.
Ma riuscirà a convincere sindacati, lavoratori e enti locali, della bontà del progetto?
Sul cantiere pende la spada di Damocle della liquidazione a fine anno: i lavoratori sono in cassa integrazione in deroga, no ci sono nuove commesse di lavoro. La nave Rfi (commissionata dalle ferrovie) ora bloccata in bacino è diventata per i lavoratori il simbolo della loro lotta: temono che una volta varata e messa in banchina, perderanno un importante “oggetto di scambio” nella trattativa con il governo e con Invitalia proprietaria di Nca.
La rsu si aggrappa con le unghie e con i denti a questo tipo di “ostaggio” (non è la prima volta negli ultimi anni), sostenendo in pratica che l’azienda ha fatto proposte inaccettabili (ma Mor pensa la medesima cosa della rsu): «Se il progetto Ocean non ci convincesse, almeno avremo la nave ferma in bacino». Difficile dire se ci sono ancora margini in extremis prima del 2 agosto, per un punto di incontro fra vertici Nca e lavoratori. Il sindaco Zubbani in questi giorni ha avuto contatti con Arcuri di Invitalia, con Mor, con la rsu. Per ora, c’è la nave in ostaggio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
