Italia
Lifting alle scuole, a settembre si riparte
La Provincia stanzia 600mila euro per gli interventi urgenti alle superiori. Solo così la ripresa delle lezioni sarà garantita
MASSA. Anno scolastico salvato per un soffio in provincia di Massa-Carrara. Palazzo Ducale ha raschiato il barile e, nell’ultima settimana, è riuscito a trovare 634mila euro per metter mano alle emergenze e poter aprire le scuole superiori a rischio, fino a ieri, di rimanere chiuse per problemi di sicurezza.
L’allarme è stato lanciato a livello nazionale due giorni fa dall’Unione delle Province Italiane e, sabato scorso, anticipato dal presidente della Provincia, Osvaldo Angeli fra le righe di una più generale analisi dei sacrifici chiesti all’ente.
Adesso le cose sembrano sistemate, «nonostante la spada di Damocle del decreto sulla revisione della spesa in corso di approvazione e nonostante la spugna che cancella il futuro della Provincia di Massa-Carrara», precisa in un comunicato Palazzo Ducale.
Sei gli istituti “salvati”: l’istituto alberghiero di Marina di Massa, il cui convitto è stato chiuso dopo le scosse sismiche alla fine di maggio e dove si metterà mano al tetto in legno e saranno fatti adeguamenti alle norme antisismiche; il liceo scientifico Marconi di Carrara, che ha bisogno di rinforzi alle strutture; l’istituto agrario Fantoni di Soliera Fivizzano, dove le lezioni si terranno in prefabbricati; l’istituto Sambuchi di Fivizzano, anch’esso interessato a interventi di adeguamento alle norme antisismiche; l’istituto tecnico Belmesseri di Pontremoli, l’istituto Ipsia di Bagnone, che avrà una nuova sede (i dettagli degli interventi negli articoli in pagina).
«La situazione è molto complicata – spiega Angeli – sia per il reperimento delle risorse sia per le conseguenze delle ultime scosse sismiche. Tengo però a precisare che gli edifici non sono a norma non già perché sia mancata la manutenzione, ma perché le norme sono cambiate negli ultimi anni».
Per trovare i 634mila euro necessari a sistemare le scuole superiori, la Provincia ha dovuto rinunciare in parte ad alcuni progetti. «Abbiamo azzerato i mutui su alcuni progetti di adeguamento delle nostre strutture – spiega l’assessore ai fabbricati scolastici e immobili di proprietà della Provincia Gian Luca Brizzi – e rinunciato ad esempio al progetto della sopraelevazione della questura, che da solo valeva 250mila euro, e a quello per la riva destra del Magra. Altre risorse per l’edilizia scolastica erano state collocate in bilancio in maniera preventiva».
«Appena qualche settimana fa non era scontato che potessimo garantire l’apertura delle scuola – ammette l’assessore alla pubblica istruzione Raffaele Parrini – e alcune problematiche sono ancora in corso di definizione. Come giunta abbiamo deciso di fare alcune rinunce perché abbiamo ritenuto che la scuola fosse la priorità. Rimane il fatto che se la spending review non sarà rivista, non sappiamo se riusciremo a garantire i servizi».
Insomma, la stoffa per la toppa c’è, ma l’abito continua ad essere sempre troppo corto. Per questo il presidente della Provincia Angeli lancia un messaggio chiaro ai dirigenti scolastici: «È bene che per il futuro si capisca che le strutture sono queste e non se ne potranno costruire di nuove. Se un anno una scuola ha più iscritti, si dovranno trovare forme di coabitazione tra più istituti. Invito i presidi e i professori a razionalizzare gli spazi: i presidi non pensino che le scuole sono le loro. La riduzione dei plessi scolastici di 9 unità che abbiamo fatto negli ultimi anni (l’ente ne gestisce 32, dei quali 9 di proprietà, ndr) andava fatta prima; abbiamo concesso troppo alle richieste localistiche».
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