Sicurezza
Sagevan, un bilancio da record per i colossi dello statuario
Innovazione e materiali pregiati: l’azienda chiude con un utile di esercizio di oltre 4 milioni di euro Gruppo Gemignani e Vanelli, una tradizione di famiglia che continua con grande successo
CARRARA. Largo ai colossi del marmo. L’azienda Sagevan, del gruppo Gemignani-Vanelli, si conferma una delle leader del territorio apuano (e non solo).
A parlare sono i numeri, quelli del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2011 (depositato il 19 giugno scorso). L’azienda del bianco e dello statuario ha chiuso il bilancio con un utile di oltre 4 milioni di euro: 4 milioni e 260mila euro per la precisione. Un grande risultato e soprattutto la dimostrazione che per il marmo pregiato, unito alle idee innovative di un gruppo giovane che ha saputo affondare le radici nella sua tradizione, rinnovandosi, ha colto la strada del successo.
La grande stagione dello statuario Per primo ha incantato Michelangelo, che ha usato quel marmo bianco e purissimo per le sue opere più belle, divenute simbolo dell’arte italiana.
Poi, nel corso degli anni, si è confermato uno dei più apprezzati e ambiti fra i materiali estratti nei bacini apuani. Nella scultura continua ad essere il più gettonato: lo ha scolpito l’artista inglese contemporaneo, Damien Hirst, per la sua “Anatomia di un angelo”.
Ma lo statuario è, soprattutto, amato e voluto dai magnati di tutto il mondo che lo prediligono come marmo d’eccellenza per i lavori più pregiati.
Insomma che questo marmo puro navighi con il vento in poppa non è certo una novità. E che la stagione del bianco, quello migliore naturalmente, sia lontana dalla crisi altrettanto.
Adesso arrivano anche i numeri. Quelli del bilancio Sagevan sono molto significativi: il valore della produzione, al 31 dicembre 2011, si attesa sui 12 milioni e 927mila euro. L’utile di esercizio, come già anticipato, supera i 4 milioni 260mila euro.
Un bilancio ai raggi X Scorrendo il conto economico messo a bilancio dall’azienda si legge che i ricavi delle vendite e delle prestazioni presentano un incremento di 2milioni 311mila euro, passando da 9.069.239 (al 31/12/2010) a 12 milioni 389 alla fine dello scorso anno.
Un dato significativo, anche sotto il profilo occupazionale, arriva dai costi per il personale che hanno avuto un incremento di 36.266 passando da 468.277 euro a 504.543.
I grandi investimenti La tradizione dell’escavazione unita a un occhio attento sulla tecnologia e all’innovazione. Questo il segreto del successo del gruppo Sagevan che ha un totale netto di fine esercizio, per quel che riguarda impianti e macchinari pari a 1 milione e 736mila euro.
Il fatturato raggiunto, al 31/12/2011 è di oltre 12 milioni di euro (12.380.298).
Per quel che riguarda la solidità dell’azienda, si legge nella relazione del consiglio di amministrazione: “viene in aiuto la bassissima percentuale di insolvenze e di ritardi nell’incasso crediti nei confronti dei clienti che si è storicamente manifestata nella società”.
La mano d’opera - si legge sempre nella relazione - incide in modo sensibile sul risultato dell’esercizio: l’ammontare complessivo dei salari e degli stipendi, a lordo del trattamento di fine rapporto accantonato e degli oneri sociali, raggiunge i 504.543 contro i 468.227 dello scorso periodo.(a.v.)
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