Attenzione
I lavoratori bloccano la nave Rfi
Oggi ancora sciopero: l’azienda Nca ha chiesto 24 ore per decidere se rinviare il varo a dopo il tavolo del 2 agosto a Roma
CARRARA. Nave Rfi bloccata in bacino: così ha deciso ieri l’assemblea dei lavoratori Nca, dopo avere chiesto ai vertici aziendali di rinviare a dopo il 2 agosto il varo. L’azienda si è presa 24 ore di tempo per rispondere, ma tanto è bastato per far proseguire anche per oggi lo sciopero: ieri era stato proclamato dall’una, cioè dall’inizio dell’assemblea, e oggi sarà di tutta la giornata, a meno che l’amministratore delegato Luigi Mor non comunichi l’accoglimento della richiesta dei rappresentanti sindacali: rsu, Fiom, Fim e Uilm.
Nella prima parte dell’assemblea, ieri mattina la volontà di impedire il varo della nave è stata votata favorevolmente a stragrande maggioranza (qualche no e qualche astensione), ma i sindacati sostanzialmente sono compatti, tant’è che oggi continua lo sciopero.
Ma c’è di più: se nel giro di poche ore n on si sbloccherà la situazione, il blocco della nave proseguirà probabilmente fino al 2 agosto, quando al ministero dello sviluppo economico tornerà a riunirsi il tavolo con il sottosegretario De Vincenti, i sindacati, il sindaco Zubbani, i rappresentanti della Provincia e della Regione, l’azienda Nca, per esaminare il piano industriale della società svizzera Ocean Independence, interessata ad acquisire l’area del cantiere per destinarla principalmente al refitting dei mega yacht .
Se la riunione a Roma si aprisse con la situazione della nave ancora bloccata a Marina, ciò potrebbe far alzare la posta ai lavoratori: secondo fonti della rsu, l’orientamento sarebbe quello di chiedere che venga cancellata la parola liquidazione dagli intendimenti di Invitalia. E sulla bilancia verrebbe posta proprio la nave in ostaggio.
Sarebbe quindi un estremo tentativo dei lavoratori di salvaguardare l’occupazione, tenendo disperatamente in bacino l’ultima commessa di lavoro, dopo la quale il cantiere verrebbe chiuso a fine anno. Sempreché non vada avanti il progetto Ocean.
Infatti lavoratori e sindacati pur mantenendo delle perplessità sui piani della società svizzera, sono aperti al dialogo: intendono cioè conoscere la proposta industriale nei dettagli per poterla valutare. «Ci devono convincere che sia un piano per noi accettabile», dicono i lavoratori che sono in cassa integrazione.Ma ora, il braccio di ferro è sulla nave ancora in cantiere: se venisse varata, e spostata in banchina, gli operai si sentirebbero privati di un’arma per lottare. Il cantiere resterebbe vuoto, senza altre commesse di lavoro.
L’ad Mor ha dichiarato nei giorni scorsi che sono stati già concessi due rinvii del varo della nave e che ora occorre procedere per poter effettuare alcune prove tecniche in regime di galleggiamento.
Il sindaco Zubbani ha avuto contatti con Invitalia, e pare che la posizione non sia mutata.
Ma oggi i lavoratori attendono risposte dall’amministratore di Nca: se verrà concesso il rinvio al varo, la tensione calerà e gli operai riprenderanno a lavorare.
Altrimenti si aprirà un nuovo capitolo della vertenza, con la nave in ostaggio.
Di fatto la nave è bloccata da ieri: perché non sono state effettuate, stante lo sciopero, le operazioni per immettere acqua nel bacino.
E stamani sarà un’altra giornata di passione per il cantiere di Marina. Perché ora c’è l’eventualità concreta che la nave venga tenuta in ostaggio finché non verrà detto ai lavoratori che il cantiere non sarà messo in liquidazione. Passaggio difficilissimo questo, nella vertenza in atto: infatti se il progetto Ocean dovesse naufragare e se non arriveranno altre commesse di lavoro, chi salverà Nca dalla chiusura?
Le istituzioni locali stanno lavorando per evitare la fine dell’ultimo grande stabilimento carrarese.
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