Finanza
La pizza da Guinness è tutta nostra
Sul lungomare del Cinquale battuto ieri il primato mondiale di lunghezza della regina della tavola italiana: 1.172 metri
MONTIGNOSO. Dell’Italia è il simbolo gastronomico per eccellenza e l’Italia, ieri, si è ripresa il suo primato non solo nel gusto, ma anche nelle misure. La pizza più lunga del mondo torna quella del Belpaese ed è davvero da record: un chilometro 172 metri e 97 centimetri di ottima pizza rigorosamente made in Italy. Anzi, a dirla tutta, made in Massa&Montignoso. Che, dopo la pizza da Guinness “apparecchiata” nel 2007 su viale della Stazione a Massa, finiscono per la seconda volta nel libro dei primati.
Sono le 15.50 quando dal lungomare di Cinquale si alza un boato: il record di 1.143 metri, in mano alla Polonia, è battuto. Ma non basta. I 50 pizzaioli, al lavoro su due turni dalla mezzanotte precedente, impastano ancora per mezz’ora e poco prima delle 16.30 arrivano al traguardo: la pizza sfiora il chilometro e 200 metri.
E sono passate appena, si fa per dire, 16 ore e mezzo rispetto alle 20 previste. Una nuvola di farina è sparata in aria poi coriandoli, spumante, organizzatori e madrina, la pallavolista Veronica Angeloni, sul tavolo che sventolano la bandiera italiana e ballano con un enorme pallone a forma di “1.200”.
Il lavoro è iniziato la mezzanotte precedente. Cinquanta pizzaioli volontari si sono dati il cambio su due turni per stendere gli impasti, preparati al panificio Fratelli Pelliccia, farcirli, infornarli e sfornare un’unica pizza, larga 45 centimetri, lunga il più possibile. La lingua che esce dal forno, costruito dalla massese Rinaldi con due aperture, ingresso e uscita, è tirata da un argano e stesa su un tavolo sotto gli occhi di migliaia di curiosi. Il lungomare tra Poveromo e Cinquale, battuto impietosamente dal sole e dalla musica, è un forno a cielo aperto, ma tutti rimangono con gli occhi incollati alla pizza. E l’attesa è ricompensata.
Alla fine della tavolata, fiato sospeso per il verdetto di Carlo Capraro, operatore della stazione totale di precisione. Capraro è colui che misura, tra le altre cose, la pendenza della Torre di Pisa. Con la sua Leica Ts30 certifica i 1.172,98 metri e trasmette la misura al certificatore Luciano Pelliccia. Il notaio Dario Delle Duche annota.
Esplode la gioia degli organizzatori, Toscana Eventi e il patron Umberto Mosti, pizzaiolo da 50 anni, della pizzeria Il Fornetto. «È una gioia – spiega – anche perché l’abbiamo decisa e organizzata nel giro di due settimane. Visto che abbiamo perso i mondiali di calcio, mi sono detto: perché non riprenderci il titolo della pizza più lunga del mondo». E così, con Ennio Bongiorni, Giuliano Vitaloni e Armando Puccinelli, si mettono al lavoro. Che finisce per far andare a braccetto i due Comuni, Massa e Montignoso (ieri presente con il delegato al turismo Massimo Poggi e l’assessore Gianni Lorenzetti) e il Consorzio degli ambulanti di Forte dei Marmi, che hanno sostenuto l’iniziativa.
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