Il Tirreno

La passione di Beppe per Ferrari e motori che lo ha contagiato

La passione di Beppe per Ferrari e motori che lo ha contagiato

Il padre era un appassionato: dalla Saxò presa a noleggio, alla Clio distrutta al Ciocco e ricostruita. Poi la Mitsubishi

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il primo kart glielo aveva comprato mamma Daniela, ma la passione per i motori di Valerio portava la firma di papà Giuseppe. Beppe, come lo chiamavano lui e i suoi amici. Uno che in mezzo ai giovani si sentiva giovane, uno che parlava di Ferrari e si esaltava.

La passione per il rally è nata una decina di anni fa. Più o meno come l’amore per la Bertoneri (finito nel 2011). I due giovani nonostante tutto erano rimasti uniti nelle corse. E gestivano un locale a Forte dei Marmi e i rally erano lo sport che praticavano insieme con passione. Da anni prendevano parte alle gare che si svolgono in Toscana con vetture impegnative. Quest'anno Catelani stava lottando per vincere la particolare classifica della zona. Ieri sera, scendendo dalla pedana di partenza dalle Mura di Lucca, insieme ai 122 iscritti del rally, aveva dichiarato al microfono dello speaker di voler prendere confidenza con la Peugeot 207 S2000, auto con cui per ora aveva corso poche volte.

La coppia aveva avuto un brutto incidente anche nel marzo del 2009 durante il rally di Massa-Carrara. Anche in quell'occasione erano andati a sbattere contro un muretto e Daniela aveva riportato numerosi traumi. Invece sette anni fa al Ciocco quel volo raccontato dall’amico Marco: la Clio che si era comprato con tanti sacrifici era andata distrutta. Invece di abbattersi Valerio, Marco e babbo Beppe avevano acquistato i pezzi di ricambio e l’avevano ricostruita sotto il porticato del bar che gestivano.

Ma la Clio non è stata la prima auto di Valerio. Undici anni fa aveva preso a noleggio una Saxò, gli era costata un po’ di lire ma ne era valsa la pena perché si era tolto più di una soddisfazione. Dopo la Clio e dopo l’opera di meccanica che l’aveva riportata in vita è arrivata l’auto dei sogni del team Catelani: una Mitsubishi. Un bolide che gli aveva fatto assaporare anche una vittoria importante. E per capire come quel gioiellino fosse amato da tutti basta vedere le foto che il gruppo di Valerio e Daniela - Marco, il mitico Gas e il cugino Federico - si scattavano dopo ogni competizione con una sfilza di coppe sul tetto.

Ma ieri non era il tempo di scattare fotografie, c’era soltanto la voglia di piangere per la perdita di due ragazzi davvero eccezionali. Qualcuno a Valerio lo chiamava il Duca per i suoi modi gentili, Daniela invece era apprezzatissima, anche se quello dei motori è un mondo che alle donne lascia poco spazio. Ma lei nonostante incidenti, nonostante ferite e brutti ricordi si faceva rispettare. Fino al punto di stare al fianco del suo ex.

«Sono stati dieci anni vissuti intensamente - ci ha raccontato uno dei tanti amici che hanno avuto la fortuna di vivere con loro queste emozioni - e ci hanno fatto capire quanto possono volersi bene due persone. Sempre insieme, sempre con il sorriso nonostante gli imprevisti che ogni tanto si mettevano sulla loro strada. Ma c’era lei a dirgli dove doveva girare e lui eseguiva la manovra con una semplicità che ci lasciava a bocca aperta». Piange l’amico, l’altra notte a Brancoli quella maledetta curva se li è inghiottiti. Spazzando un sogno cominciato quasi per gioco.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato