Italia
Bancarella, trionfa Marcello Simoni
Il suo “Il mercante di libri maledetti”, con 97 voti ha preceduto il libro di Marco Buticchi “Le voci del destino”
PONTREMOLI. E’ stato il libro “Il mercante di libri maledetti” di Marcello Simoni (Newton Compton editori), con 97 voti, ad aggiudicarsi il 60° Premio Bancarella prendendo così in eredità quel sottile filo rosso che da ora in poi lo legherà a personaggi che hanno fatto la storia della letteratura e del giornalismo come Ernest Hemingway, Giovanni Guareschi, Boris Pasternak, Enzo Biagi, Indro Montanelli e tanti altri. Un libro importante, ambientato nel Medioevo, che parla di riti magici ed alchimie. Il mercante di libri maledetti è la storia di un libro esoterico, i cui segreti sono nascosti da enigmatici codici. Tre viaggiatori dal passato pieno di ombre in cammino lungo un’Europa medioevale attraversata da eresie, guerre, miserie e monaci scomparsi.
E la piazza della Repubblica affollata di gente ha tributato un lungo applauso all'emozionato vincitore che ha ringraziato i presenti e i librai per la conquista del S. Giovanni di Dio simbolo della vittoria del Premio. Successo che è arrivato precedendo di 17 voti Marco Buticchi che con "Le voci del destino" (Longanesi & C.) si è fermato a 80. Questi gli altri punteggi: 10 le preferenze per Biõrn Larsson con "I poeti non scrivono libri gialli" (Iperborea); Luca Mercalli con "Prepariamoci" (Chiarelettere) ha conquistato 5 voti;, Davide Enia con "Così in terra" (Baldini Castoldi Dalai editore) 1 voto; 1 solo voto anche per Alessandro Perissinotto con "Semina il vento" (Piemme).
La serata è stata condotta con grazia ed eleganza da Letizia Leviti, bagnonese giornalista di Sky, che ha intavolato un'interessante discussione sul mondo del libro e dei librai assieme agli autori finalisti e un ospite di eccezione della serata come il cantante (di casa a Pontremoli) Zucchero Fornaciari, senza dimenticare di una vera e propria leggenda dello spettacolo come Franca Valeri, cui è spettato il compito di svolgere il ruolo di presidente del Premio.
Ma la giornata del Bancarella non si è certo sviluppata solo nell'appuntamento (sia pure centrale) della sera. Già al mattino i libri erano protagonisti nella piazza pontremolese. Infatti Zucchero ha presentato la sua autobiografia ("Il suono della domenica. Il romanzo della mia vita") assieme al presidente della Fondazione Città del Libro, Giuseppe Benelli, che ha provato a raccontare ai presenti con parole semplici e schiette: «Io non sono uno scrittore, ho scritto tutto in maniera molto onesta e genuina. Come se fossi davanti a un tavolo con gli amici, un bicchiere di lambrusco e una fetta di salame. Era tanto che pensavo di raccontare qualcosa di mio. Finora sono usciti libri con la storia delle mie canzoni, ma mai sulla mia vita di bambino e ragazzo. Non è stata una vita dritta, la mia, a partire dalla mia famiglia e dalle mie radici. Più che raccontare quello che ho fatto da quando ho cominciato ad essere famoso, mi interessava raccontare me come Adelmo e non come Zucchero, da quando avevo due anni fino alle soglie del successo».
E poi nel pomeriggio c'è stata la presentazione con Giuseppe Benelli dell'ultima fatica di Giancarlo Perazzini "Omicidio dell'anima.
(r.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google